Pagan Challenge – 21. Hai un grimorio/libro delle ombre?

Eh! Magari fosse solo uno!!!

Ho iniziato il cammino nella stregoneria nel lontano 2002 e, piena di buoni propositi, avevo anche iniziato a creare il mio Libro delle Ombre, trascrivendo annotazioni su celebrazioni, riti, corrispondenze, incantesimi vari ed eventuali; dopo il primo exploit durato qualche mese, il progetto si è arenato, negli anni ne ho iniziati parecchi riprendendo sempre dall’ultima versione e aggiornando mettendo e togliendo fogli, cambiandone l’ordine e correggendo quanto trascritto per allinearlo meglio al mio sentire (fin dall’inizio ho usato un quaderno ad anelli, poco d’effetto, ma estremamente comodo!); per indole faccio fatica a buttare via qualcosa e, anche con le vecchie pagine di questi quaderni, non sono riuscita ad impormi facilmente di buttarle, tanto che credo di averne ancora qualcuna, così come i file informatici di quando mi stavo convertendo al Libro delle Ombre digitale (breve parentesi).

Ora come ora ne ho più  di uno in progettazione: in un quaderno sto trascrivendo vari riti e tradizioni relativi alla Ruota dell’Anno secondo le varie tradizioni, ho materiale di Buckland, di Cunningham, di Morrisson, dei coniugi Farrar, giusto per citare dei noti autori Wiccan, libri di Kethy Jones, per quanto riguarda la tradizione avaloniana, e materiale reperito in rete che mi intriga, soprattutto scritti presi dai siti del Tempio della photo_2018-02-06_08-32-01Ninfa e della Casa della Dea. Un secondo quaderno è dedicato alle letture dei tarocchi e nell’ultimo riporto i miei progressi nel percorso sacerdotale, annotazioni di pensieri ed esercizi vari; in effetti questi due sono più dei diari/libri specchio, eppure non me la sento di scinderli troppo dall’argomento, in fondo, secondo la tradizione, nel proprio Libro delle Ombre, ogni strega scrive i propri incanti e le proprie corrispondenze, una forma di annotazioni, di appunti spesso dedicati alle future generazioni frutto della propria esperienza… eh, ora mi sta venendo il dubbio se la mia piccola Melissa vorrà o meno seguire la mia strada, se il suo cammino verso il Divino sarà simile al mio. Ovviamente mi piacerebbe fosse così, ma ho promesso a me stessa che non l’avrei mai e poi mai obbligata, e, per quanto possibile, limitare i condizionamenti così che lei stessa, libera da pregiudizi, possa rendersi conto del suo sentire la Divinità e di come questa energia comunica con lei.

Tra l’altro, sono iscritta da un annetto ad un progetto, il Witch Casket, che mensilmente mi invia vari oggetti collegati da loro da un tema “stregoso”, tra questi vi è sempre un foglio pergamenato relativo a divinazione, usi magici di cristalli o erbe, corrispondenze, eccetera eccetera, per ora li sto tenendo in un raccoglitore, ma accarezzo l’idea di farli rilegare creando un tomo non solo utile, ma anche sfizioso da vedere (credo che ogni strega degli anni 80-90 abbia come sogno nel cassetto il Libro delle Ombre delle Halliwell!). Venendo dall’Inghilterra è ovviamente tutto in inglese, ma per mia fortuna abbastanza comprensibile ed un modo interessante per imparare nuovi termini. Il Witch Casket mi ha anche stimolato a fare ricerche, avevo iniziato anche su questo blog la rubrica dedicata alle pietre e alle gemme aggiornando in base a quella che trovavo mensilmente, da tanti (troppi) mesi non sto più aggiornando, ma tra i buoni propositi di quest’anno c’è sia quello di rimettermi in pari, sia quello di incrementare le sezioni mettendo in ordine le informazioni su piante, colori e oggetti magici sempre lasciandomi ispirare dal pacchetto! Oltre ad aggiornare questo blog, che a sua volta sembrerà sempre più un Libro delle Ombre pubblico, vorrei stampare poi queste schede su fogli pergamenati per quando rilegherò quelle in inglese.

Pietra di Luna Arcobaleno (Labradorite bianca) – distacco e oggettività

Il sottotitolo dovrebbe essere “si scrive pietra di luna, ma si legge labradorite” e questo eviterebbe tanta confusione con questa pietra che, nella sua varietà bianca e arcobaleno, viene spesso confusa con l’adularia, l’autentica pietra di luna.  Come dicevo, si tratta di una varietà di labradorite bianca con marcati riflessi di varie tonalità ed una lucentezza metallica visibile in ampie porzioni.IMG_20171006_165622_698

La labradorite bianca è una pietra prevalentemente orientata alla chiarezza di idee e al distacco. Le sue caratteristiche tuttavia la rendono inadatta per persone che non siano dotate di una notevole forza di carattere e non siano già molto progredite spiritualmente. Se usata da persone non sufficientemente preparate può provocare forme di disagio e di inquietudine, ma soprattutto rischia di influenzare troppo nettamente la propensione alla contemplazione, producendo mancanza di decisione e di capacità di tentare e rischiare. Favorisce il riconoscimento delle illusioni e degli errori, migliora la capacità di riconoscere i nostri veri moventi, anche quando essi sono scomodi o dolorosi come debolezze, egoismi e sentimenti negativi. Rispetto alla labradorite scura, tuttavia, facilita anche una presa di distanza da quello che si muove dentro di noi consentendo il formarsi di un punto di vista distaccato, realistico e maggiormente equilibrato. Da questo punto di vista è una pietra che aiuta nel processo di evoluzione spirituale.

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Aiuta a difendersi dagli inganni che noi stessi ci creiamo, come quando vogliamo proprio credere che certe situazioni negative finiranno spontaneamente per cambiare. Aiuta anche ad acquisire una visione della realtà più profonda e più orientata a ciò che esiste oltre la dimensione materiale. Migliora le capacità meditative e divinatorie. Induce a sviluppare un temperamento più sereno e contemplativo.

Riduce la propensione ad agire d’impulso e la tendenza all’azione. Rafforza la volontà e limita il desiderio. Rende i sentimenti più bilanciato e pacati.

Quarzo citrino – un raggio di sole tascabile

Amo le coincidenze e parlar di una pietra così fortemente legata al sole durante la fioritura della calendla (pianta anch’essa “solare”) mi piace davvero molto. Per inciso, dopo aver prodotto dei sacchetti con lavanda essiccata ora sto proprio raccogliendo i fiori delle calendule dal mio mini giardino…e chissà che prima o poi non mi metta a incrementare anche la parte di erbario di questo blog, ma intanto torniamo a foalizzarci sulla nostra bella gemma.

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Come appena accennato, il quarzo citrino ha una forte connessione con le energie solari, ci dona sicurezza in noi stessi, forze e coraggio, desiderio di fare, rende attivi ed energici; ci spinge al cambiamento e al gioiso dinamismo di un pomerrigio luminoso. Il suo colore giallo oro lo collega anche all’oro come simbolo per eccellenza di abbondanza e ricchezza, così come ad un campo di grano pronto per la mietitura, mentre scrivo mi accorgo dell’ennesimo collegamento con il mondo che mi circonda essendo ormai vicini a Lughnasadh/Lammas e si sentono nell’aria i prepararivi a questa celebrazione di abbondanza e condivisione (per la Ruota di Avalon questa festa è dedicata all’archetipo della Madre, ma non mi dilugo troppo su questo post).

Questo quarzo rappresenta tutto ciò che intendiamo con l’aggettivo solare, pensate alle caratteristiche di una persona solare, ed ecco tutti i doni che la pietra porta con sè, di cobnseguenza è ottimo anche per quanto riguarda allontanare le energie negative, o meglio, più che allontanarle o assorbirle, il citrino le trasmuta in qualcosa di diverso, come il sole dissipa le ombre, ancora parliamo di cambiamento e, conseguentemente, di nuovi inzi e di entusiasmo difronte ad un progetto che si sta intraprendendo, che sta per venire alla luce. Per concludere, ecco di seguito la traduzione del bigliettino in allegato alla pietra trovato nel Witch Casket: Ti insegna a far manifestare ed attrarre salute, prosperità e tutto ciò ci sia di buono. La pietra del successo e dell’abbondanza.

Ametista – purificazione di una gemma

Nel Witch Casket di maggio ho trovato una bellissima ametista, dalle sfumature abbastanza scure e forti, io amo questa pietra sopra ogni altra ed il suo colore è tra i più “magici” per me, difatti da quando ho compiuto 18 ani porto quotidianamente una gemma di ametista al collo; facendo qualche ricerca per questo post mi son accorta che la mia pietra non lavora più bene come un tempo (haimè 15 anni di faticoso servizio si fan sentire!) così ho deciso di procedere ad una bella e doverosa purificazione della stessa.

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Ho approfittato del novilunio da poco trascorso per immergerla in una mistura di lavanda e salvia bianca, o come sarebbe più corretto chiamarla, salvia apiana (wikipedia), sull’altare ho acceso anche una candela nera e dell’incenso dragon’s blood, una resina ricavata dalla Dracaena Draco, ho voluto usar anche la campanella per purificare l’ambiente e smuovere qualche energia. Devo davvero ringraziare i witch casket per avermi stimolato queste piccole ricerche e darmi nuovi strumenti con cui operare!

19512431_10213118492147807_1144328414_nComunque sia, lascerò la gemma nella sua scatolina di legno per tutta la fase crescente e sarà solo al plenilunio che le darò nuova aria ricaricandola un po’ alla luce della luna per rigenerarne nuovamente le qualità… qualità delle quali non ho ancora parlato!!!

Bhe, che dire, credo che l’ametista dovrebbe essere la pietra posseduta per antonomasia da ogni strega: aiuta a liberarsi dalle dipendenze, nel medioevo si credeva che polverizzata nel vino attenuasse gli effetti dell’alcool, forma uno scudo energetico di protezione e la purificazione interiore, aggevola gli stati meditativi e incrementa le doti psichiche di chi la indossa, proprio il suo colore viola la rende un catalizzatore per tutto ciò che è spirituale e spiritico.

Come ho già detto sopra, è una pietra che amo molto e non vedo l’ora di poterla reindossare  dopo la sua purificazione!

Howlite bianca – chiarezza del cuore e saggezza interiore

Come al mio solito son in ritardo e, benchè mi fossi data un mese per scriver questo articolo dopo l’arrivo del Witch Casket di aprile, mi ritrovo oggi a scrivere dopo che ieri è arrivato già il pacchetto di maggio (che per inciso non ho ancora aperto come ammenda, quindi non so quale sarà la prossima pietra).

Comunque son sempre più contenta di questa iniziativa perchè mi sta davvero portando ad aver tra le mani pietre, erbe ed oggetti che in effetti non avevo quasi o mai considerato, ed in quest’ultimo pacchetto ho trovato non solo la howlite bianca, che nella mia ignoranza avevo scambiato per un pezzo di marmo, ma anche una camopanella da altare che mi sfizia parecchio. Magari mi verrà voglia di scriver qualcosa anche a questo proposito, ma per adesso concentriamoci sulla pietra.

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Nel talloncino in allegato è descritta come una pietra ottimale per calmare, favorire il sonno, ricordare i sogni e rilassare la mente e il corpo alleviando la tensione muscolare. Favorisce insomma uno stato di rilassatezza tale da permettere di recepire i messaggi dell’universo che ci arrivano in meditazione, si crede infatti che sia “apportatrice di saggezza”, ma sarebbe meglio dire che prepara il terreno affinchè riusciamo ad ascoltare la nostra saggezza interiore.  Una maggior serenità si rispecchia anche in una concentrazione migliore che ci permette di conoscerci meglio indirizzando le nostre attenzioni verso le giuste direzioni senza disperderle, ci accompagna verso il perdono ed il risanamento delle ferite emotive allontanando reazioni impulsive e dettate dalla rabbia, dal dolore e dalla paura di soffrire ancora, allevia lo stress in ogni sua forma aumentando l’autocontrollo e la calma.

In molti siti ho trovato scritto che sarebbe l’ideale indossarla appesa al collo all’altezza del cuore per incrementarne gli effetti benefici.

Eliotropio – il calcedonio con gocce di sangue

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Nel Witch Casket di marzo ho trovato una gemma di Eliotropio, in inglese Bloodstone, una varietà di calcedonio; si tratta di una gemma che non ho mai usato in magia e doverne cercar informazioni mi ha ispirata ad aggiornare su questo blog la parte dedicata ai minerali: ogni mese aggiungerò quella che trovo nel pacchetto così da seguire e assecondare il caso.

 

 

L’Eliotropio, dicevo, in questa foto non si nota molto bene, ma è un calcedonio di colore verde scuro con piccole striature o macchie di un rosso cupo, da lì il suo nome in inglese, il nome italiano invece deriva da Helios, il sole, e dal suo modo di riflettere i raggi solari, particolarità descritta da Plinio il Vecchio: “si può osservare il sole come in uno specchio, le eclissi di questo astro e la luna quando gli passa davanti”, il collegamento al sole e al fuoco lo si vede anche nel collegamento al segno dell’Ariete (anche se l’ho trovato associato anche ai Pesci e al Cancro) e alla credenza che nelle macchie rosse vi fosse imprigionata la luce del tramonto; durante il Medioevo queste screziature vennero collegate al sangue del Cristo e la pietra venne associata al martirio.

Si tratta di un minerale capace di deviare le energie negative dirette alla persona che lo indossa, ha doti di guarigione sia a livello fisico che psichico alleggerendo ansia, irritabilità, aggressione e impazienza, regolando il flusso sangugno e combattendo le infezioni del sangue, ho trovato scritto che addirittura abbia capacità emostatiche sulle ferite e per tale scopo venisse usato dai soldati romani; a livello magico si dice aiuti a stimolare anche la telepatia. Le sue caratteristiche solari incentivano la realizzazione del sè, aumenta il coraggio, la tenacia e l’autocontrollo delle emozioni focalizzando l’attenzione verso l’obiettivo finale.

Aspetto di trovar la giusta occasione per usarlo, nel frattempo l’ho purificato e lasciato in un sacchettino di organza nero in attesa di caricarlo.