Quarzo citrino – un raggio di sole tascabile

Amo le coincidenze e parlar di una pietra così fortemente legata al sole durante la fioritura della calendla (pianta anch’essa “solare”) mi piace davvero molto. Per inciso, dopo aver prodotto dei sacchetti con lavanda essiccata ora sto proprio raccogliendo i fiori delle calendule dal mio mini giardino…e chissà che prima o poi non mi metta a incrementare anche la parte di erbario di questo blog, ma intanto torniamo a foalizzarci sulla nostra bella gemma.

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Come appena accennato, il quarzo citrino ha una forte connessione con le energie solari, ci dona sicurezza in noi stessi, forze e coraggio, desiderio di fare, rende attivi ed energici; ci spinge al cambiamento e al gioiso dinamismo di un pomerrigio luminoso. Il suo colore giallo oro lo collega anche all’oro come simbolo per eccellenza di abbondanza e ricchezza, così come ad un campo di grano pronto per la mietitura, mentre scrivo mi accorgo dell’ennesimo collegamento con il mondo che mi circonda essendo ormai vicini a Lughnasadh/Lammas e si sentono nell’aria i prepararivi a questa celebrazione di abbondanza e condivisione (per la Ruota di Avalon questa festa è dedicata all’archetipo della Madre, ma non mi dilugo troppo su questo post).

Questo quarzo rappresenta tutto ciò che intendiamo con l’aggettivo solare, pensate alle caratteristiche di una persona solare, ed ecco tutti i doni che la pietra porta con sè, di cobnseguenza è ottimo anche per quanto riguarda allontanare le energie negative, o meglio, più che allontanarle o assorbirle, il citrino le trasmuta in qualcosa di diverso, come il sole dissipa le ombre, ancora parliamo di cambiamento e, conseguentemente, di nuovi inzi e di entusiasmo difronte ad un progetto che si sta intraprendendo, che sta per venire alla luce. Per concludere, ecco di seguito la traduzione del bigliettino in allegato alla pietra trovato nel Witch Casket: Ti insegna a far manifestare ed attrarre salute, prosperità e tutto ciò ci sia di buono. La pietra del successo e dell’abbondanza.

Pagan Challenge 11: What does the sun mean to you?

Doveroso iniziare il post  scrivendo che non considero il sole quale principio maschile attivo in contrapposizione alla luna quale principio femminile passivo; luna e sole non son collegati irrimediabilmente a uno o all’altro sesso, ma per svilupparne il simbolismo sfrutto le mie percezioni e le mie esperienze in quanto donna. E poi, considerare l’energia femminile solo come passiva/recettiva lo considero assolutamente sminuente e, se fino a qualche mese fa questa era solo teoria per me, con l’esperienza del parto ho potuto saggiarne la sua concretezza perchè posso assicurarvi che non vi è nulla di passivo nel mette al mondo una vita, ne’ si può dire che in quel momento stessi sperimentando la mia parte “maschile/attiva” e  mi pare assolutamente superfluo spiegare perchè inserire questa esperienza prettamente femminile nella simbologia maschile stona!

Quindi dicevamo, il sole è un’altra manifestazione del femminile, proprio di quella energia dispensatrice di vita, di calore, di nutrimento, che permette il ciclo stagionale di nascita/crescita/morte/rinascita coi suoi solstizi ed equinozi; è Dea che si rinnova di anno in anno pur restando sè stessa. E a proposito ci son moltissime Dee Solari, riporto qui il link all’articolo di un blog che ho trovato molto interessante Anche il femminile è solare che fa una bella panoramica in molteplici culture, in aggiunta posso affermare che anche nel folckore delle Dolomiti vi siano molte Dee Solari, anche se col tempo le loro figure son state quasi “smorzate”, ma l’archetipo originale è ancora ben visibile, basti pensare a Merissana, il cui nome significa Meridiana, ossia del meriggio (mezzogiorno), signora delle Anguane che emerge col suo seguito dal Ru de ras Vèrgines, il Torrente delle Vergini, proprio nelle ore più calde del giorno; e qui si vede anche che le Anguane non sono solo spiriti acquatici, ma che son legate anche ad un culto solare, forse sacerdotesse dove Merissana rappresenti una Dea. 4b6c6f3eed66f038ecb988452a513fb0 Altre figure sono la coppia madre e figlia Elba e Soreghina, la prima era solita solcare un laghetto ai piedi del Vernel nelle ore più calde del giorno (ancora associazione sole/acqua) dalla primavera all’inizio dell’autunno, morirà, o meglio svanirà, dopo la segregazione in una torre ad opera di un re che la voleva sua sposa, ma non prima di dar alla luce Soreghina, bimba malata e debole che trascorreva la notte ed i giorni di pioggia in uno stato di sonno profondo; la storia ci racconta che conoscerà uno straniero ferito di nome Ey de Net, Occhio di Notte (la luna?!), se ne prenderà cura e se ne innamorerà fino a sposarlo contro il volere del padre; purtroppo anche questa leggenda finirà male in quanto la fanciulla si tratterrà sveglia dopo la mezzanotte violando un tabù impostole dalla sua natura solare morendone.