Ametista – purificazione di una gemma

Nel Witch Casket di maggio ho trovato una bellissima ametista, dalle sfumature abbastanza scure e forti, io amo questa pietra sopra ogni altra ed il suo colore è tra i più “magici” per me, difatti da quando ho compiuto 18 ani porto quotidianamente una gemma di ametista al collo; facendo qualche ricerca per questo post mi son accorta che la mia pietra non lavora più bene come un tempo (haimè 15 anni di faticoso servizio si fan sentire!) così ho deciso di procedere ad una bella e doverosa purificazione della stessa.

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Ho approfittato del novilunio da poco trascorso per immergerla in una mistura di lavanda e salvia bianca, o come sarebbe più corretto chiamarla, salvia apiana (wikipedia), sull’altare ho acceso anche una candela nera e dell’incenso dragon’s blood, una resina ricavata dalla Dracaena Draco, ho voluto usar anche la campanella per purificare l’ambiente e smuovere qualche energia. Devo davvero ringraziare i witch casket per avermi stimolato queste piccole ricerche e darmi nuovi strumenti con cui operare!

19512431_10213118492147807_1144328414_nComunque sia, lascerò la gemma nella sua scatolina di legno per tutta la fase crescente e sarà solo al plenilunio che le darò nuova aria ricaricandola un po’ alla luce della luna per rigenerarne nuovamente le qualità… qualità delle quali non ho ancora parlato!!!

Bhe, che dire, credo che l’ametista dovrebbe essere la pietra posseduta per antonomasia da ogni strega: aiuta a liberarsi dalle dipendenze, nel medioevo si credeva che polverizzata nel vino attenuasse gli effetti dell’alcool, forma uno scudo energetico di protezione e la purificazione interiore, aggevola gli stati meditativi e incrementa le doti psichiche di chi la indossa, proprio il suo colore viola la rende un catalizzatore per tutto ciò che è spirituale e spiritico.

Come ho già detto sopra, è una pietra che amo molto e non vedo l’ora di poterla reindossare  dopo la sua purificazione!

Eliotropio – il calcedonio con gocce di sangue

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Nel Witch Casket di marzo ho trovato una gemma di Eliotropio, in inglese Bloodstone, una varietà di calcedonio; si tratta di una gemma che non ho mai usato in magia e doverne cercar informazioni mi ha ispirata ad aggiornare su questo blog la parte dedicata ai minerali: ogni mese aggiungerò quella che trovo nel pacchetto così da seguire e assecondare il caso.

 

 

L’Eliotropio, dicevo, in questa foto non si nota molto bene, ma è un calcedonio di colore verde scuro con piccole striature o macchie di un rosso cupo, da lì il suo nome in inglese, il nome italiano invece deriva da Helios, il sole, e dal suo modo di riflettere i raggi solari, particolarità descritta da Plinio il Vecchio: “si può osservare il sole come in uno specchio, le eclissi di questo astro e la luna quando gli passa davanti”, il collegamento al sole e al fuoco lo si vede anche nel collegamento al segno dell’Ariete (anche se l’ho trovato associato anche ai Pesci e al Cancro) e alla credenza che nelle macchie rosse vi fosse imprigionata la luce del tramonto; durante il Medioevo queste screziature vennero collegate al sangue del Cristo e la pietra venne associata al martirio.

Si tratta di un minerale capace di deviare le energie negative dirette alla persona che lo indossa, ha doti di guarigione sia a livello fisico che psichico alleggerendo ansia, irritabilità, aggressione e impazienza, regolando il flusso sangugno e combattendo le infezioni del sangue, ho trovato scritto che addirittura abbia capacità emostatiche sulle ferite e per tale scopo venisse usato dai soldati romani; a livello magico si dice aiuti a stimolare anche la telepatia. Le sue caratteristiche solari incentivano la realizzazione del sè, aumenta il coraggio, la tenacia e l’autocontrollo delle emozioni focalizzando l’attenzione verso l’obiettivo finale.

Aspetto di trovar la giusta occasione per usarlo, nel frattempo l’ho purificato e lasciato in un sacchettino di organza nero in attesa di caricarlo.