Inno alla Madre dell’Aria

Che la Madre dell’Aria e i suoi venti gelidi
spazzino via il superfluo, l’inutile e il dannoso dalla mia vita
mettendo a nudo ciò che è davvero importante.
Che la Madre dell’Aria e i suoi venti gelidi
mi ricoprino di soffice e spessa neve per mantenermi nel silenzio e nel
riposo in attesa della primavera.

In questa notte, la più buia e fredda della Ruota
chiedo di imparare i doni dell’oscurità, del silenzio, dell’attesa
chiedo di imparare a concentrarmi su di me, sul mio nucleo più profondo
chiedo di imparare a prendermi cura della mia tana, quel luogo in me
dove vivo la pace

Madre che abiti le cime più alte e fredde
Signora dalla dimora di ghiaccio, castello di solitudine e introspezione
Regina dalla mente acuta, dallo sguardo penetrante e dal tocco forte
Insegnami il mistero dei tuoi doni e donami le tue ali

PaganChallenge 12: What does this time of year mean to you?

L’ultima volta che ho risposto a questa domanda eravamo in autunno, ormai tra pochi giorni sarà Yule e mi rendo conto che sto rallentando la frequenza dei miei post, inevitabilmente anche questo progetto sta rallentando, ma farò il possibile per non farlo arenare…

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Dicevamo, siamo alla vigilia di Yule, pochi giorni ancora e avremo il Solstizio d’Inverno, ma benchè la settimana scorsa le temperature abbiano avuto un buon abbassamento e le notti limpede lascino mattine ghiacciate, ancora non vi è traccia di neve e sento poco l’arrivo della stagione (e se penso che tra due settimane sarò in Puglia temo di sentirlo ancora di meno!), comunque ho provveduto a metter qualche pignetta argentata sull’altare in onore alla Regina dei ghiacci e vorrei spostar qualcosina per mettere anche una sua raffigurazione, vorrei cercar una connessione con Samblana, Donna Kenina, Berchta, Holle, Tanna e le altre signore delle montagne che più manifestano le loro energie in questo momento, dovrei riorganizzare qualche appunto e magari scriver qui a beneficio di chi vorrà leggere… spesso mi chiedo cosa ne possa pensare chi viene qui e si ritrova a leggermi, non disdegnerei qualche commento, potrebbe essere un buono spunto per nuove riflessioni e confronti, quindi se vi punge vaghezza di lasciar traccia del vostro passaggio sarò ben felice di leggere e rispondere.

Ieri, di ritorno da un pranzo con amici nella val Zoldana, siamo passati per il passo per il passo Cibiana e da lì ho potuto ammirare il monte Antelao, dimora du una delle regine delle Anguane, Samblana, di lei si ricorda soprattutto il lungo manto bianco e cristallino che ricopre la cime delle montagne, ma non bisognerebbe dimenticarsi anche del collegamento con i morti, essa è infatti custode di “erranti bambine morte senza battesimo”, che molto probabilmente son un’eco distorta della schiera di defunti che accompagna anche altre figure invernali come Frau Holle e Berchta (o Perchta) che sorvolano i cieli notturni dispensando fertilità per l’arrivo della primavera…come non leggervi un ulteriore collegamento con la moderna Befana?! Samblana si dice abbia formato anche il lago di Thigolyè, a est del monte Pelmo (anche se non son riuscita a trovarlo sulle cartine) ove vi cresceva una folta foresta le cui grotte si dice fossero abitate, più a est ancora del monte Antelao c’erano anche una fonte ed un faggio sacri per queste popolazione pagane, sucessivamente venne lì eressa una cappella dedicata alla Madonna.