Inno alla Madre dell’Aria

Che la Madre dell’Aria e i suoi venti gelidi
spazzino via il superfluo, l’inutile e il dannoso dalla mia vita
mettendo a nudo ciò che è davvero importante.
Che la Madre dell’Aria e i suoi venti gelidi
mi ricoprino di soffice e spessa neve per mantenermi nel silenzio e nel
riposo in attesa della primavera.

In questa notte, la più buia e fredda della Ruota
chiedo di imparare i doni dell’oscurità, del silenzio, dell’attesa
chiedo di imparare a concentrarmi su di me, sul mio nucleo più profondo
chiedo di imparare a prendermi cura della mia tana, quel luogo in me
dove vivo la pace

Madre che abiti le cime più alte e fredde
Signora dalla dimora di ghiaccio, castello di solitudine e introspezione
Regina dalla mente acuta, dallo sguardo penetrante e dal tocco forte
Insegnami il mistero dei tuoi doni e donami le tue ali

Pagan Challenge 08: Do you have/how did you find a Matron/Patron?

Dai post precedenti oramai si sarà capito che la mia divinità patrona è Atena.

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La storia come l’abbia trovata, o meglio, come si sia mostrata credo che la ricorderò molto a lungo: stavo uscendo da un periodo molto pesante per me, si può dire che avessi non solo toccato il fondo, ma iniziato anche a scavare, vivevo da sola in quel periodo e una mia amica mi ha convinto ad andar da lei per due giorni per staccarmi un po’ dalla quotidianità e prendere una pausa dai problemi. L’indomani mattina, stavo seduta in terrazzo respirando l’aria di montagna e la calma che circonda la sua casa nella val Zoldana quando ho visualizzato una donna seduta in maestà dove sarei dovuta essere io (difficile da spiegare, lo so), irradiava sicurezza e forza, alla sua destra, impiantata nel terreno una lancia, ed il suo corpo era avvolto da una lunga tunica chiara ed i capelli castano scuri quasi neri scendevano mossi sulle sue spalle. La visione è durata davvero pochissimo anche perchè la mia parte razionale si è intromessa chiedendo spiegazioni.

Sucessivamente cercavo di darle un’identità basandomi sui phanteon che conoscevo meglio e che sentivo più vicini a me, vale a dire quello celta e quello norreno, ma una vocina interiore mi diceva che non era quella la strada, poi il suo nome è arrivato come un fulmine a ciel sereno ed era ben strano in quanto avevo sempre disdegnato la cultura mediterranea e i suoi miti che mi sembravano troppo “scolastici”. Dal riconoscimento è iniziata la vera ricerca che mi sta portando a scavar sempre più a fondo nelle sue radici che vanno ben più in profondità dei miti greci e della “figlia di Zeus”, ma si legano alle più antiche Dee-Uccello e Dee-Serpente dei popoli del Paleolitico e Neolitico; ho capito che Aracne e Medusa in realtà son altre sue manifestazioni e son collegate ad altri suoi animali sacri, oltre alla capra e alla civetta. Ha in sè tutti gli aspetti di Dea, non solo quello di vergine-guerriera, ma  attraverso la capra Amaltea è anche colei che nutre, la madre, come testimonia anche l’origine Lidia del suo nome (ati=madre) e tesse il destino degli uomini, conosce i misteri della trasformazione e della morte, come testimoniano appunto i serpenti (non presenti solo come capelli della Gorgone, ma anche come ornamento nell’abito di Atena stessa) e la civetta che è simbolo di conoscenza oltre il buio del mistero, dell’ignoranza, è guida verso il Mistero della morte come rinascita. Più anticamente le tombe venivano adornata con illustrazioni e sculture di rapaci notturni dai molti seni per nutrire i defunti, morte e vita inscindibili tra loro.

PaganChallenge 03: Do you have an altar/shrine/sacred space?

Senza ombra di dubbio la risposta è si!

Su una mensola a casa ho provveduto ad installare il mio altare, credo sia stata una delle prime cose che ho fatto durante il trasloco, mi devo accontentare di una mensola ricavata nella parete nel soggiorno, ma appena avremo i soldi per completare l’ultimo piano della casa mi creerò una stanza dedicata solo a questo, una sorta di tempio/stanza meditazioni/sono-nel-mio-mondo-dimenticatevi-di-me. Ci sto fantasticando molto e non vedo l’ora di poter iniziare i lavori, ma per il momento non posso comunque lamentarmi. L’altare è per lo più statico, per i vari sabba/esbat aggiungo qualche piccola decorazione a tema, ma solo quando mi sento ispirata, per il resto credo si possa considerare suddiviso in due parti: a sinistra statua di Dea seduta sulla luna, le mani congiunte creano una cavità all’altezza del grembo e lì appoggio di solito pietre e altro da caricare, attualmente ho una statuetta stilizzata dono di quando mi son dedicata come Figlia della Grande Madre e un ciondolo di quarzo rosa a forma di cuore, regalo di mio padre che voglio amia volta donare a mia figlia quando compirà un anno, sulla statua ho messo anche il mala per le meditazioni in quarzo ciliegia e legno di ulivo, ai suoi piedi una punta di ametista e un incensiere, mentre alle sue spalle il megacero della Fiamma della Grande Madre delle Dolomiti ed il foglietto con la mia dedicazione. A destra è più o meno tutto dedicato ad Atena, ho un tempietto greco, nel cui centro ho messo dei rami di ulivo ed una sorta di “riunione di Dee intorno al fuoco” con varie statuette prese in Grecia e la rappresentazione di un labirinto. In alto, ma non ho una foto a portata di mano, ho un dipinto su legno di ulivo raffigurante Atena e con inciso un inno omerico.

Vado a cantare di Pallade Atena, guardiana della città, la terribile, coleri che con Ares si occupa di azioni bellicose, il saccheggio di città e del pianto battagliero di guerra; Ella salva i soldati come essi vengono e se ne vanno. Sii la benedetta, Dea, donami fortuna e buona salute.

Come sfondo ho alcune carte dell’oracolo dei druidi per la valenza simbolica degli animali in questa mia fase della vita, per la cronaca ho un’ape, un’oca ed una civetta, ma spiegarli sarebbe lungo e credo noioso anche da leggere.