Vergine guerriera e solitaria

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Celebro la mia bambina interiore, la Fanciulla che sempre risiede nel mio spirito anche quando pare dimenticata.

Ella è la Vergine che cammina nel mondo con entusiasmo e gioia, non dipende da nessuno, nessuno dipende da lei. E’ libera di esplorare e di scoprire la vita in ogni suo aspetto.

Ela è la Guerriera che sicura di sè non teme il mondo, non attacca, ma conosce la sua forza, non attacca, ma sa difendersi. Le sue sono armi pre proterrergi, elmo, scudo e lancia.

Ella è la Solitaria, senza legami e senza pesi porta con sè solo il necessario liberandosi di volta in volta dell’inutile e del superfluo. Il suo passo è spedito e attento per cogliere ogni nuovo bivio sulla strada.

Io voglio onorare la Fanciulla che è in me, vergine guerriera e solitaria, che possano sempre guidarmi in suo entusiasmo e il suo cuore leggero, la sua determinazione e la sua onestà verso sè stessa.

Pagan Challenge 10: What do the moon phases mean to you?

Le fasi della luna per me rappresentano, in modo abbastanza intuitivo ed immediato, le “fasi” o meglio quattro grandi archetipi femminili: la Fanciulla, la Madre, la Signora e l’Anziana; le collego anche al ciclio mestruale dove il plenilunio rappresenta l’ovulazione e, di conseguenza, la fertilità piena ed il novilunio il sangue mestruale, la “piccola morte” che scandisce il periodo fertile delle donne.

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Non penso sia possibile rispondere in modo veloce ad un argomento così vario, perchè se ci si addentra nel mondo dei simboli ci si sprofonda sempre di più, ma vorrei provare a dar una spiegazione sommaria di ogni collegamento che faccio istintivamente con le varie fasi.

La luna crescente mi parla di qualcosa in maturazione, di energie che si ampliano, ma che son lontane ancora dal loro risultato, di potenzialità, di divenire. Le energie si irradiano per tornare amplificate, è un concetto difficile per me da spiegare, ma una Dea che mi pare ben possa rappresentare questa fase è Artemide nel suo aspetto di vergine dei boschi, la cacciatrice, la fanciulla che usa le sue energie  per sè stessa, per conoscere i propri limiti, per mettersi alla prova, per sfruttare il suo potenziale e veder dove questo la condurrà. Se dovessi rappresentare con un colore userei il bianco, ha in sè la possibilità di divenire qualsiasi altro colore.

La luna piena è la Madre, la sua forma ricorda il ventre di una donna gravida ed ha in sè la massima energia di creazione, di illuminare e per portare nel mondo reale i pensieri e di desideri, è abbondanza di ogni cosa, è fertilità, non solo materiale nel senso di nuova vita, ma anche di idee, progetti, ispirazione. Tutto con lei viene alla luce e si manifesta nella sua forma più vera ed autentica, le energie si manifestano e, in qualche modo, si donano all’universo, così come la luna non trattiene la luce solare, ma la irradia a sua volta per illuminare un paesaggio altrimenti buio. Come divinità la collego a Demetra il cui nome stesso significa Dea Madre, ed il colore sarebbe il rosso legato al sangue che da la vita nel parto.

sxerfgvbNella sua fase calante, le energie tornano a concentrarsi sulla propria interiorità, inizia il lento declino che riporta l’attenzione verso sè stessi. Questa fase l’ho vista chiamata con molti nomi (Regina, Amante, Incantarice), per me è semplicemente la Signora, colei che è padrona di sè stessa, che è cresciuta, che conosce il suo potere e lo sa gestire e usare al meglio per i propri interessi, pur non alterando l’equilibrio. Conosce ogni conseguenza delle sue azioni ed è proprio grazie alle sue esperienze passate che ha potuto maturare questa coscienza di sè stessa e del mondo che la circonda; il colore sarà il giallo oro della sua corona o, nel caso di Atena, divinità per me collegata, del suo elmo.

Per concludere, il novilunio, racchiude le energie dell’Anziana, di colei che ha terminato il proprio ciclo di vita, che è in una fase di stasi in attesa della rinascita e di compiere un nuovo giro, sempre uguale e sempre diverso, nella spirale dell’evoluzione. Il colore è ovviamente il nero della notte senza luna, delle ombre che celano, del vuoto che tutto contiene, ma che non ha forma per manifestarsi, e la Dea a cui associo tutto ciò è Ecate (tra l’altro, proprio nello scorso novilunio mi è tornato il ciclo dopo il parto di Melissa, ed una voce dentro di me ha sussurrato che si trattasse del sangue di Ecate, frase per altro ancora parecchio enigmatica per me e su cui sto cercando di riflettere per darle un senso, e devo ammettere che qesto post mi ha permesso di delucidarmi parecchio le idee).

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Pagan Challenge 08: Do you have/how did you find a Matron/Patron?

Dai post precedenti oramai si sarà capito che la mia divinità patrona è Atena.

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La storia come l’abbia trovata, o meglio, come si sia mostrata credo che la ricorderò molto a lungo: stavo uscendo da un periodo molto pesante per me, si può dire che avessi non solo toccato il fondo, ma iniziato anche a scavare, vivevo da sola in quel periodo e una mia amica mi ha convinto ad andar da lei per due giorni per staccarmi un po’ dalla quotidianità e prendere una pausa dai problemi. L’indomani mattina, stavo seduta in terrazzo respirando l’aria di montagna e la calma che circonda la sua casa nella val Zoldana quando ho visualizzato una donna seduta in maestà dove sarei dovuta essere io (difficile da spiegare, lo so), irradiava sicurezza e forza, alla sua destra, impiantata nel terreno una lancia, ed il suo corpo era avvolto da una lunga tunica chiara ed i capelli castano scuri quasi neri scendevano mossi sulle sue spalle. La visione è durata davvero pochissimo anche perchè la mia parte razionale si è intromessa chiedendo spiegazioni.

Sucessivamente cercavo di darle un’identità basandomi sui phanteon che conoscevo meglio e che sentivo più vicini a me, vale a dire quello celta e quello norreno, ma una vocina interiore mi diceva che non era quella la strada, poi il suo nome è arrivato come un fulmine a ciel sereno ed era ben strano in quanto avevo sempre disdegnato la cultura mediterranea e i suoi miti che mi sembravano troppo “scolastici”. Dal riconoscimento è iniziata la vera ricerca che mi sta portando a scavar sempre più a fondo nelle sue radici che vanno ben più in profondità dei miti greci e della “figlia di Zeus”, ma si legano alle più antiche Dee-Uccello e Dee-Serpente dei popoli del Paleolitico e Neolitico; ho capito che Aracne e Medusa in realtà son altre sue manifestazioni e son collegate ad altri suoi animali sacri, oltre alla capra e alla civetta. Ha in sè tutti gli aspetti di Dea, non solo quello di vergine-guerriera, ma  attraverso la capra Amaltea è anche colei che nutre, la madre, come testimonia anche l’origine Lidia del suo nome (ati=madre) e tesse il destino degli uomini, conosce i misteri della trasformazione e della morte, come testimoniano appunto i serpenti (non presenti solo come capelli della Gorgone, ma anche come ornamento nell’abito di Atena stessa) e la civetta che è simbolo di conoscenza oltre il buio del mistero, dell’ignoranza, è guida verso il Mistero della morte come rinascita. Più anticamente le tombe venivano adornata con illustrazioni e sculture di rapaci notturni dai molti seni per nutrire i defunti, morte e vita inscindibili tra loro.

PaganChallenge 06: What are your cultural influences?

Conoscendo la prima volta la Ruota dell’Anno così come è rappresentata dalla Wicca, inevitabilmente gran parte della mia pratica è stata influenzata dalle culture celte, in particolare mi affascinavano i Tuatha De Danann e la mitologia irlandese in generale con qualche strizzatina al mondo norreno, ma molto superficialmente devo ammettere; di tutto questo mi ha sempre colpito la matrice sciamanica che avevano in comune e che mi ha spinto anche a leggere qualcosa a proposito degli indiani d’america, più in particolare dei Sioux Oglala.

Poi ho incontrato, o meglio, mi ha tagliato la strada Atena con il suo enorme bagaglio di simbolismi e radici ben più profonde della Grecia Ellenica, quando ancora non era “figlia di Zeus”; con Lei ho intrapreso un cammino verso Dea e le sue mille sfaccettature, son tornata a prendere a piene mani dal bacino mediterraneo, ma scavando più in profondità arrivando fin alle società del Neolitico e Paleolitico grazie soprattutto all’opera della Gimbutas “Il Linguaggio della Dea”. Il mio bisogno di trovar le radici mi ha portato poi a riprendere in mano le leggende del luogo dove vivo e a trovarne archetipi, simboli e noccioli profondi per riuscire a eliminare un po’ delle aggiunte che son state apportate nei secoli e ritrovare il loro cuore pulsante. Non è certo facile, ma sarebbe meraviglioso riuscir a far tornare queste energie palpabili in questi boschi, torrenti, valli e montagne…credo che a forza di richiamarle si ridesteranno, ed infondo io ho sempre creduto nelle fate e nei geni degli alberi! ^_^

Andando a conoscere e ri-conoscere gli archetipi, si trovano moltissime similitudini tra le leggende dolomitiche e quelle celte, basti pensare che la città Belluno deve il suo nome alla fusione dei due termini Bel (brillante) e Donum (centro fortificato) di origine celta come la coppia divina Belano, Dio della Luce, e Belisma, Dea del Fuoco; ma non solo: alcune cime e laghi son collegate a divinità norrene quali Freya e Thor. Insomma, è come se io mi fossi allontanata da questi corpus mitologici, solo per poi riscoprirli più vicini a me. Riuscire a ricreare il sistema spirituale originario, con le sue credenze e luoghi sacri, è uno dei miei progetti, di materiale interessante ve ne è parecchio e aspetta solo di esser riletto con le giuste chiavi; certo dire che esso mi influenzi di già è molto prematuro in quanto sto appena iniziando a conoscerlo, ma spero col tempo di dargli sempre maggior consistenza e concretezza.

PaganChallenge 03: Do you have an altar/shrine/sacred space?

Senza ombra di dubbio la risposta è si!

Su una mensola a casa ho provveduto ad installare il mio altare, credo sia stata una delle prime cose che ho fatto durante il trasloco, mi devo accontentare di una mensola ricavata nella parete nel soggiorno, ma appena avremo i soldi per completare l’ultimo piano della casa mi creerò una stanza dedicata solo a questo, una sorta di tempio/stanza meditazioni/sono-nel-mio-mondo-dimenticatevi-di-me. Ci sto fantasticando molto e non vedo l’ora di poter iniziare i lavori, ma per il momento non posso comunque lamentarmi. L’altare è per lo più statico, per i vari sabba/esbat aggiungo qualche piccola decorazione a tema, ma solo quando mi sento ispirata, per il resto credo si possa considerare suddiviso in due parti: a sinistra statua di Dea seduta sulla luna, le mani congiunte creano una cavità all’altezza del grembo e lì appoggio di solito pietre e altro da caricare, attualmente ho una statuetta stilizzata dono di quando mi son dedicata come Figlia della Grande Madre e un ciondolo di quarzo rosa a forma di cuore, regalo di mio padre che voglio amia volta donare a mia figlia quando compirà un anno, sulla statua ho messo anche il mala per le meditazioni in quarzo ciliegia e legno di ulivo, ai suoi piedi una punta di ametista e un incensiere, mentre alle sue spalle il megacero della Fiamma della Grande Madre delle Dolomiti ed il foglietto con la mia dedicazione. A destra è più o meno tutto dedicato ad Atena, ho un tempietto greco, nel cui centro ho messo dei rami di ulivo ed una sorta di “riunione di Dee intorno al fuoco” con varie statuette prese in Grecia e la rappresentazione di un labirinto. In alto, ma non ho una foto a portata di mano, ho un dipinto su legno di ulivo raffigurante Atena e con inciso un inno omerico.

Vado a cantare di Pallade Atena, guardiana della città, la terribile, coleri che con Ares si occupa di azioni bellicose, il saccheggio di città e del pianto battagliero di guerra; Ella salva i soldati come essi vengono e se ne vanno. Sii la benedetta, Dea, donami fortuna e buona salute.

Come sfondo ho alcune carte dell’oracolo dei druidi per la valenza simbolica degli animali in questa mia fase della vita, per la cronaca ho un’ape, un’oca ed una civetta, ma spiegarli sarebbe lungo e credo noioso anche da leggere.