Il lamento delle Vivane (Anguane)

 

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Oh belle montagne, nostre magioni,

se gli uomini sapessero chi noi siamo

che governiamo salute, ricchezza e amore

non saremmo scacciate col cane.

 

Anno dopo anno abbiamo custodito l’alpe

l’uomo e gli armenti abbiamo protetto

dal male, dal pericolo, dal frutto avvelenato

e ora, ingrati, col cane ci hanno cacciate.

 

L’erba potente all’uomo abbiamo donato3110961336_ce8c396c01

radice di giovinezza e salute,

ma ormai da tempo pane novello più non riceviamo

noi ben affamate e percosse, lui ben pasciuto.

 

La nostra bellezza ai ragazzi abbiamo donato

in autunno al ballo e in mezzo ai fiori in estate

e in più con l’amore abbiamo rivelato l’amore

 

ed ora, ingrati, tutto hanno dimenticato.

 

Senza valore è ormai il nostro sapere

per l’uomo conta soltanto il possedere

e cieco e superbo egli va incontro al suo destino:

“per tutti carestia e guerra senza fine”.

 

traduzione in italiano del canto in ladino di F. Chiocchetti

 

PaganChallenge 12: What does this time of year mean to you?

L’ultima volta che ho risposto a questa domanda eravamo in autunno, ormai tra pochi giorni sarà Yule e mi rendo conto che sto rallentando la frequenza dei miei post, inevitabilmente anche questo progetto sta rallentando, ma farò il possibile per non farlo arenare…

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Dicevamo, siamo alla vigilia di Yule, pochi giorni ancora e avremo il Solstizio d’Inverno, ma benchè la settimana scorsa le temperature abbiano avuto un buon abbassamento e le notti limpede lascino mattine ghiacciate, ancora non vi è traccia di neve e sento poco l’arrivo della stagione (e se penso che tra due settimane sarò in Puglia temo di sentirlo ancora di meno!), comunque ho provveduto a metter qualche pignetta argentata sull’altare in onore alla Regina dei ghiacci e vorrei spostar qualcosina per mettere anche una sua raffigurazione, vorrei cercar una connessione con Samblana, Donna Kenina, Berchta, Holle, Tanna e le altre signore delle montagne che più manifestano le loro energie in questo momento, dovrei riorganizzare qualche appunto e magari scriver qui a beneficio di chi vorrà leggere… spesso mi chiedo cosa ne possa pensare chi viene qui e si ritrova a leggermi, non disdegnerei qualche commento, potrebbe essere un buono spunto per nuove riflessioni e confronti, quindi se vi punge vaghezza di lasciar traccia del vostro passaggio sarò ben felice di leggere e rispondere.

Ieri, di ritorno da un pranzo con amici nella val Zoldana, siamo passati per il passo per il passo Cibiana e da lì ho potuto ammirare il monte Antelao, dimora du una delle regine delle Anguane, Samblana, di lei si ricorda soprattutto il lungo manto bianco e cristallino che ricopre la cime delle montagne, ma non bisognerebbe dimenticarsi anche del collegamento con i morti, essa è infatti custode di “erranti bambine morte senza battesimo”, che molto probabilmente son un’eco distorta della schiera di defunti che accompagna anche altre figure invernali come Frau Holle e Berchta (o Perchta) che sorvolano i cieli notturni dispensando fertilità per l’arrivo della primavera…come non leggervi un ulteriore collegamento con la moderna Befana?! Samblana si dice abbia formato anche il lago di Thigolyè, a est del monte Pelmo (anche se non son riuscita a trovarlo sulle cartine) ove vi cresceva una folta foresta le cui grotte si dice fossero abitate, più a est ancora del monte Antelao c’erano anche una fonte ed un faggio sacri per queste popolazione pagane, sucessivamente venne lì eressa una cappella dedicata alla Madonna.

 

 

 

 

Anguane, spiriti acquatici e sacerdotesse del sole

Le anguane sono creature acquatiche, spiriti che abitano laghi e sorgenti, ne’ buone ne’ cattive sanno far innamorare col proprio canto, creature ambigue a cui le leggende attribuiscono aspetti e comportamenti opposti, presentandole ora come leggiadre nnfe protrettrici dei campi, dei laghi, dei torrenti e del bestiame, ora come malefiche streghe capaci di scatenar temporali e di attaccare gli uomini. Son anche delle indovine, in quanto conoscono il passato e il futuro, ma ignorano il presente. Hanno anche molte varianti nell’aspetto fisico, c’è chi le descrive come vecchie donne dai seni cadenti buttati dietro le spalle, donne con zampe di capra rivolte al contrario, donne con coda di serpente e capaci di trasformarsi in serpenti o semplice fanciulle quasi eteree. In altre leggende son descritte come creature d’acqua con un carattere gentile, chiacchierino e civettuolo che amano far innamorare i ragazzi, insomma una sorta di sirenette alpine, o almeno era quanto credevo prima di iniziare a conoscerle e ad ampliare la mia visione ha avuto un ruolo molto importante la ricerca di Adriano Vanin raccolta nel libro “Il regno dei Fanes”, in cui, attraverso i personaggi di Moltina e dell’anguana sua madre, le definisce “le sacerdotesse di un culto animistico delle acque, del Sole e delle montagne” che col passare del tempo si son viste trasformare da ministre del culto all’oggetto del culto stesso e da qui la sovrapposizione con gli spiriti delle acque presso cui dimoravano. Il collegamento col sole, spiega Vanin, si evidenzia nell’abitudine dell’anguana di salutarne il sorgere ogni mattina, circondata dalle marmotte (spiriti animali dei Fanes, talvolta visti come Fanes stessi) che le si radunano attorno, si riporta anche che ella passava molte ore della sua giornata a contemplarlo.

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Le altre leggende delle dolomiti accentuano maggiormente le caratteristiche acquatiche e le legano soprattutto ai laghi, come quello di Lagole nelle cui acque si diceva vivessero in gruppo (ancora una volta in compagnia delle marmotte), trovo interessante notare che sempre presso questo lago si diceva esservi un tempio antico, secondo alcuni votato a Reitia, Ecate, Tribusiate o Apollo nella sucessiva epoca romana, comunque in tutte le leggende le sue acque son considerate benefiche ed in grado di donar fertilità alle donne e rinnovare la vitalità alle anguane.

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