Inno alla Madre dell’Aria

Che la Madre dell’Aria e i suoi venti gelidi
spazzino via il superfluo, l’inutile e il dannoso dalla mia vita
mettendo a nudo ciò che è davvero importante.
Che la Madre dell’Aria e i suoi venti gelidi
mi ricoprino di soffice e spessa neve per mantenermi nel silenzio e nel
riposo in attesa della primavera.

In questa notte, la più buia e fredda della Ruota
chiedo di imparare i doni dell’oscurità, del silenzio, dell’attesa
chiedo di imparare a concentrarmi su di me, sul mio nucleo più profondo
chiedo di imparare a prendermi cura della mia tana, quel luogo in me
dove vivo la pace

Madre che abiti le cime più alte e fredde
Signora dalla dimora di ghiaccio, castello di solitudine e introspezione
Regina dalla mente acuta, dallo sguardo penetrante e dal tocco forte
Insegnami il mistero dei tuoi doni e donami le tue ali

Persefone e Ecate, sorelle nel mondo degli spiriti

Sento ancora l’energia di Samhain 34dbf52bb5778e2b78d86a576f5ef50baddosso e vorrei iniziare questo nuovo giro di Ruota analizzando la figura di Persefone, la Regina degli Inferi. Devo dire che è difficile parlare di questo suo aspetto perchè il materiale che si trova mette l’accento maggiormente sul suo aspetto di Fanciulla, Kore, piuttosto che sulla parte oscura, eppure in moltissimi miti  è lei ad accogliere gli eroi che scendono nell’Ade, benchè il mito del suo rapimento si concluda dicendo che lei avrebbe trascorso lì solo un terzo dell’anno.  Lei è la regina degli Inferi, la guardina degli spiriti dei morti, colei che ha la fedeltà di Cerbero…e proprio dal cane guardino dell’Ade parte la similitudine con Ecate a cui sono sacri i cani e chedi una cagna aveva la testa come mutaforma. Nel titolo le ho definite sorelle proprio perchè, secondo alcune tradizioni, sono entrambe figlie di Demetra, anche se io amplierei questa definizione in quanto le considero sorelle in quanto Figlie della Dea Madre

persefone e hekate

(Demetra=Mater Dea), ossia archetipi diversi, e nemmeno poi troppo, originatesi dalla stessa matrice di Sacro Femminile. Tra l’altro, Ecate compare anche nel mito classico del rapimento di Persefone, o meglio dire di Kore: lei accompagnerà Demetra nel suo vagare in cerca della figlia e le suggerirà di chiedere consiglio al Sole che tutto vede.

In alcune versioni del mito è proprio Ecate a riportare dagli Inferi Persefone e viene anche specificato come queste due Dee stessero spesso in compagnia l’una dell’altra.

Un altro legame tra queste due figure viene dato 5f90761ad031a18cf7d8d5267f731e77--goddess-art-greek-mythologydal simbolo della torcia con cui entrambe vengono raffigurate, Persefone guida i visitatori nel mondo degli Inferi e come Hekate è una divinità psicopompa, entrambe si muovono tra il mondo dei vivi e quello dei morti, hanno entrambe più aspetti di sè: Persefone/Kore e Ecate ha tre volti, talvolta animali di cane, cavallo e serpente, talvolta tutti e tre di donna. Un aspetto poco conosciuto di Ecate è quello di vivificante, ella è anche la rappresentazione del potere generativo per eccellenza rappresentato nella sua natura bi-sessuata: ha attributi sia maschili che femminili non scissi tra loro, ma fusi in un perfetto equilibrio.

In quest’inno tratto dalla Teogonia di Esiodo, emergono aspetti complessi di Ecate che non la relegano all’unico archetipo della Vecchia Strega, ma la definisce dall’animo gioiso e nutrice di giovani e fanciulle, ossia loro insegnate e iniziatrice dei misteri, così come lo è Persefone dei famosi Misteri Euleusini:

“Celebro Ecate trivia, amabile protettrice delle strade,
terrestre e marina e celeste, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante con le anime dei morti,
figlia di Crio, amante della solitudine superba dei cervi,
notturna protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, imbattibile senza cintura,
domatrice di tori, signora che custodisce le chiavi del cosmo,
frequentatrice dei monti, guida, ninfa, nutrice dei giovani,
della fanciulla che supplica di assistere ai sacri riti,
benevola verso i suoi devoti sempre con animo gioioso.”

Sempre secondo  Esiodo, Ecate è definita regina delle stelle e figlia di Asteria la vergine regina del cielo e cugina di Artemide; lei collega il mondo celeste con quello del sottosuolo, così come Persefone con la sua doppia natura.

Parlando dell’origine dei loro nomi, hanno entrambe origini preelleniche e non di sicura “traduzione”, Persefone vorrebbe dire colei che porta abbondanza, e Ecate colei che agisce come vuole; quest’ultima ha anche molti epiteti a dimostrazione della complessità del suo simbolismo e delle sue molte valenze:

5656ae5a7e954f5df276dee460cdd9d6Chtonia (Del mondo sotterraneo)
Antaia (Colei che  incontra)
Apotropaia (Protettrice)
Enodia (La dea che appare sulla via)
Kourotrophos (Nutrice di fanciulli)
Propulaia/Propylaia (Colei che sta davanti alla porta)
Propolos (Colei che serve)
Phosphoros (Portatrice di luce)
Soteira (Sapiente)
Triodia/Trioditis (Che frequenta i crocicchi)
Klêidouchos (Che porta le chiavi)
Trimorphe (Triplice)

 

 

 

Pratiche di gratitudine

Rito proposto da Kethy Jones nel suo libro “Sacerdotessa di Avalon, Sacerdotessa della Dea” per celebrare Lughnasadh.

succo-di-mela-1Preparate una larga ciotola con un delizioso succo di mela o una mistura di succhi freschi. Procuratevi delle coppe più piccole pronte per essere immerse nella coppa grande e dei tovaglioli per ripulire i bordi delle ciotole. Sedete in cerchio con la vostra famiglia, i vostri amici e tutti gli ospiti.
Come Sacerdotesse, cominciate immergendo una delle ciotole più piccole in quella grande e riempiendola di succo, tenendo la coppa nelle mani invocate la presenza di Dea, chiedendole di venire ed essere con voi nel rituale.
Offrite una preghiera di gratitudine per i frutteti dei succhi che state per bere. Prendete la ciotola e versate un po’ del succo in un calice sull’altare offrendolo a Dea.
Portate la coppa all’aperto e versate il succo rimanente sulla terra come libagione a Dea. Potete chiedere ad un’altra Sacerdotessa o alla persona più giovane di fare queste due cose per il gruppo.
Quando ritornate immergete di nuovo la ciotola piccola, tenetela tra le mani ed esprimete a voce alta la vostra personale preghiera di gratitudine a Dea e per le persone presenti nella stanza e nella vostra vita. Ringraziate per le sfide e per qualsiasi cosa sia importante per voi. Infine bevete tutto il succo dalla coppa piccola.
melaChiedete alla donna più vecchia nel cerchio di venire avanti, immergete la coppa piccola in quella più grande e riempitela per metà con il succo. Chiedete alla donna di offrire la sua preghiera di gratitudine per tutti a voce alta. Quando avrà finito prendete la coppa di succo, pulitela e asciugatela.
Invitate le persone a farsi avanti, a prendere una coppa di succo, offrire le loro preghiere e bere.
In seguito chiedete se qualcun altro desideri pregare ancora. Continuate a bere finché tutto il succo non sarà terminato.
Fate una preghiera finale a Dea e ringraziatela per la sua presenza.

Quarzo citrino – un raggio di sole tascabile

Amo le coincidenze e parlar di una pietra così fortemente legata al sole durante la fioritura della calendla (pianta anch’essa “solare”) mi piace davvero molto. Per inciso, dopo aver prodotto dei sacchetti con lavanda essiccata ora sto proprio raccogliendo i fiori delle calendule dal mio mini giardino…e chissà che prima o poi non mi metta a incrementare anche la parte di erbario di questo blog, ma intanto torniamo a foalizzarci sulla nostra bella gemma.

photo_2017-07-23_17-30-54

Come appena accennato, il quarzo citrino ha una forte connessione con le energie solari, ci dona sicurezza in noi stessi, forze e coraggio, desiderio di fare, rende attivi ed energici; ci spinge al cambiamento e al gioiso dinamismo di un pomerrigio luminoso. Il suo colore giallo oro lo collega anche all’oro come simbolo per eccellenza di abbondanza e ricchezza, così come ad un campo di grano pronto per la mietitura, mentre scrivo mi accorgo dell’ennesimo collegamento con il mondo che mi circonda essendo ormai vicini a Lughnasadh/Lammas e si sentono nell’aria i prepararivi a questa celebrazione di abbondanza e condivisione (per la Ruota di Avalon questa festa è dedicata all’archetipo della Madre, ma non mi dilugo troppo su questo post).

Questo quarzo rappresenta tutto ciò che intendiamo con l’aggettivo solare, pensate alle caratteristiche di una persona solare, ed ecco tutti i doni che la pietra porta con sè, di cobnseguenza è ottimo anche per quanto riguarda allontanare le energie negative, o meglio, più che allontanarle o assorbirle, il citrino le trasmuta in qualcosa di diverso, come il sole dissipa le ombre, ancora parliamo di cambiamento e, conseguentemente, di nuovi inzi e di entusiasmo difronte ad un progetto che si sta intraprendendo, che sta per venire alla luce. Per concludere, ecco di seguito la traduzione del bigliettino in allegato alla pietra trovato nel Witch Casket: Ti insegna a far manifestare ed attrarre salute, prosperità e tutto ciò ci sia di buono. La pietra del successo e dell’abbondanza.

Litha – erbe e giardino incantato

02172201

Per me Litha è collegato indissolubilmente al Popolo Fatato, mi rivedrei come un mantra “Sogno di una Notte di Mezza Estate” giusto per farvi capire come mi sento, e proprio in questi giorni mi sto godendo a pieno il mini giardino che ho e i suoi vari fiori colmi di colori e vita, col ronzio delle api e la calma dei ragni. Comunque, tutto questo preambolo era solo per introdurre una mia variante di un rito carino proposto proprio per Litha da Dorothy Morrison.

Preparate delle candele di cera ed erbe all’interno del Cerchio usando un foglio di cera (quello che si usa per far i telarini dei melari) cosparso di erbe secche, quelle che più vi sentite adatte a voi, oppure che vi servono per qualche intento in particolare; mettetevi uno stoppino sul borso ed arrotolatelo verso l’interno pronunciando qualcosa di simile:

Erbe e cera, unite sarannoc4461e2411c1cda068a6ce4598c53cdd

La mia magia vivere faranno.

Queste candele vi voglio offrire

Che il vostro immenso lavoro vadano ad alleggerire

A voi che ogni anno le stagioni riportate

Questo dono fatto con amore e allegria vi prego accettate.

 

6d07a8e9aa8726787def315e1a2e69a8Queste candele, offerte così agli spiriti dei boschi, andranno accese ad ogni cambio stagionale lasciando loro anche un’offerta in miele e latte.

A fate, elfi e folletti

A tutto il Popolo Fatato

Rivolgo un grazie illimitato.

Che benedetti siate.

 

Faeryandbee

 

 

Onorare Thetis – la Morgen dell’Amore

Io sono Thetis, Morgen dell’Amore e della Sensualità

e41859a47081d19127c613763182a2b8

Io sono il cuore del romanticismo, sono bellezza e sensualità

Io sono la Figlia del Fuoco e dell’Acqua, Maga del Karma Sutra

Io sono le onde della passione che s’infrangono sulla riva

Io sono desiderio, la lussuria bruciante, la richiesta mai appagata

Io sono l’Albero di Maggio, il profumo dei fiori

Io sono i boccioli che adornano il pergolato

Io sono il nettare, il polline che attrae l’ape, io sono il miele sulla tavola pronto per il tè

Io spargo il mio scintillio sulla terra per instillare un guizzo nelle Terre dell’Estate

Donna Scarlatta, Signora in Rosso, io sono il semplice giacilio e il letto nuziale

Padrona, Innamorata, Prostituta Sacra, io sono l’avventura di una notte e la moglie che tutti vorrebbero

Io sono la ciliegia pronta per esser raccolta… io sono l’amate, il tuo Sogno di una Notte di Mezza Estate

La musica sia cibo per l’amore, allora lasciate che suoni la mia cetra, lasciate che sia il vostro “vieni qui!”

Seduttrice e invitante, non conosco mopralità, perchè sono Thetis, Morgen dell’Amore e della Sensualità!

 

poesia di Carol Morgan

Risveglio di Madre Orsa

16833439_10154453642672683_1567569304_o

Madre Orsa, ascolta il battito del mio cuore

Madre Orsa, fa’ che io ascolti il battito del tuo cuore.

 

All’unisono lenti e calmi battono nei nostri petti

Ci parlano del riposo dell’inverno

Ci parlano della calma delle lunghe notti

Ci parlano della profonda oscurità della grotta.

 

Qualcosa nell’aria sta cambiando

La luce filtra più chiara e calda fino a noi

I nostri sensi si risvegliano

Il mondo torna a popolarsi di energie frenetiche.

 

Ascoltiamo i nostri cuori: il loro suono è più forte e vibrante

Come lava incandescente il sangue scorre veloce nelle nostre vene

Sentiamo le nostre energie condensarsi e pulsare

La loro forza compressa aumenta cercando di manifestarsi.

 

Ecco la Madre Orsa che si sveglia dal letargo

Ecco che io mi sveglio dal letargo

In noi l’energia pulsa

Ribolle, divampa.

 

Rendiamo omaggio alla forza che è in noi

Alla vita che è in noi

Accompagnamo l’orsa fuori dalla grotta

Emergiamo alla luce del sole.

 

Che un urlo si liberi da ciascuna di noi!

artio

Vergine guerriera e solitaria

fanciulla

Celebro la mia bambina interiore, la Fanciulla che sempre risiede nel mio spirito anche quando pare dimenticata.

Ella è la Vergine che cammina nel mondo con entusiasmo e gioia, non dipende da nessuno, nessuno dipende da lei. E’ libera di esplorare e di scoprire la vita in ogni suo aspetto.

Ela è la Guerriera che sicura di sè non teme il mondo, non attacca, ma conosce la sua forza, non attacca, ma sa difendersi. Le sue sono armi pre proterrergi, elmo, scudo e lancia.

Ella è la Solitaria, senza legami e senza pesi porta con sè solo il necessario liberandosi di volta in volta dell’inutile e del superfluo. Il suo passo è spedito e attento per cogliere ogni nuovo bivio sulla strada.

Io voglio onorare la Fanciulla che è in me, vergine guerriera e solitaria, che possano sempre guidarmi in suo entusiasmo e il suo cuore leggero, la sua determinazione e la sua onestà verso sè stessa.

Yule, tempo di quiete e silenzio

snowkeeperbarbaralanza

Signora delle alte cime che siedi su un trono di roccia e ghiaccio

Dama splendente di luna e di neve,

In questo giorno più buio e freddo i miei pensieri vanno a te

Aiutami a comprendere l’importanza della calma e del silenzio

Ad accettare l’immobilità del letargo per accrescere le mie energie

A comprendere la dolcezza della lunga notte che ricopre la nostra terra.

 

Troppo spesso mi dimentico di te, cerco solo luce e movimento,

Fai che riesca a capire e a riconoscere i tuoi doni di quiete

Ricoprimi col tuo manto innevato come fai con le cime dei monti

E permettimi di fermarmi, di isolarmi da ciò che mi circonda e mi distrae

Così che io possa ritrovare me stessa, ascoltarmi e riconoscermi

Come un seme che quieto attende la sua primavera.

snow_queen 

In questo Solstizio invoco te, Samblana, signora della neve

Protettrice dei viandanti che invii le dolci Ymèles ad avvertire delle valanghe

Le tue lacrime ci donarono le stelle alpine

Tu che accogli nel tuo seguito le anime innocenti di fanciulle non volute dalle proprie madri

Ammanta con la tua bianca veste le montagne, col tuo specchio dirigi i raggi solari nelle valli più profonde

Ed insegnami a non temere la mia solitudine, ma apprezzare il potere del silenzio.

 

In questo Solstizio invoco te, Donna Kenina, signora di Venusberg

Che insegni il dono del sonno profondo, della quiete stagionale

Tu che dormi nel tuo palazzo in attesa che il vento ripulisca dalla neve le sue stanze

Tu che fai riposare il sole tra le tue braccia, insegna anche a me a fermarmi

A trattenere il mio animo talvolta impulsivo, a quietare il mio fuoco interiore

Perché vi è un tempo per ogni cosa, e questo è il tempo del letargo.

PaganChallenge 12: What does this time of year mean to you?

L’ultima volta che ho risposto a questa domanda eravamo in autunno, ormai tra pochi giorni sarà Yule e mi rendo conto che sto rallentando la frequenza dei miei post, inevitabilmente anche questo progetto sta rallentando, ma farò il possibile per non farlo arenare…

immagine

Dicevamo, siamo alla vigilia di Yule, pochi giorni ancora e avremo il Solstizio d’Inverno, ma benchè la settimana scorsa le temperature abbiano avuto un buon abbassamento e le notti limpede lascino mattine ghiacciate, ancora non vi è traccia di neve e sento poco l’arrivo della stagione (e se penso che tra due settimane sarò in Puglia temo di sentirlo ancora di meno!), comunque ho provveduto a metter qualche pignetta argentata sull’altare in onore alla Regina dei ghiacci e vorrei spostar qualcosina per mettere anche una sua raffigurazione, vorrei cercar una connessione con Samblana, Donna Kenina, Berchta, Holle, Tanna e le altre signore delle montagne che più manifestano le loro energie in questo momento, dovrei riorganizzare qualche appunto e magari scriver qui a beneficio di chi vorrà leggere… spesso mi chiedo cosa ne possa pensare chi viene qui e si ritrova a leggermi, non disdegnerei qualche commento, potrebbe essere un buono spunto per nuove riflessioni e confronti, quindi se vi punge vaghezza di lasciar traccia del vostro passaggio sarò ben felice di leggere e rispondere.

Ieri, di ritorno da un pranzo con amici nella val Zoldana, siamo passati per il passo per il passo Cibiana e da lì ho potuto ammirare il monte Antelao, dimora du una delle regine delle Anguane, Samblana, di lei si ricorda soprattutto il lungo manto bianco e cristallino che ricopre la cime delle montagne, ma non bisognerebbe dimenticarsi anche del collegamento con i morti, essa è infatti custode di “erranti bambine morte senza battesimo”, che molto probabilmente son un’eco distorta della schiera di defunti che accompagna anche altre figure invernali come Frau Holle e Berchta (o Perchta) che sorvolano i cieli notturni dispensando fertilità per l’arrivo della primavera…come non leggervi un ulteriore collegamento con la moderna Befana?! Samblana si dice abbia formato anche il lago di Thigolyè, a est del monte Pelmo (anche se non son riuscita a trovarlo sulle cartine) ove vi cresceva una folta foresta le cui grotte si dice fossero abitate, più a est ancora del monte Antelao c’erano anche una fonte ed un faggio sacri per queste popolazione pagane, sucessivamente venne lì eressa una cappella dedicata alla Madonna.