Pietra di Luna Arcobaleno (Labradorite bianca) – distacco e oggettività

Il sottotitolo dovrebbe essere “si scrive pietra di luna, ma si legge labradorite” e questo eviterebbe tanta confusione con questa pietra che, nella sua varietà bianca e arcobaleno, viene spesso confusa con l’adularia, l’autentica pietra di luna.  Come dicevo, si tratta di una varietà di labradorite bianca con marcati riflessi di varie tonalità ed una lucentezza metallica visibile in ampie porzioni.IMG_20171006_165622_698

La labradorite bianca è una pietra prevalentemente orientata alla chiarezza di idee e al distacco. Le sue caratteristiche tuttavia la rendono inadatta per persone che non siano dotate di una notevole forza di carattere e non siano già molto progredite spiritualmente. Se usata da persone non sufficientemente preparate può provocare forme di disagio e di inquietudine, ma soprattutto rischia di influenzare troppo nettamente la propensione alla contemplazione, producendo mancanza di decisione e di capacità di tentare e rischiare. Favorisce il riconoscimento delle illusioni e degli errori, migliora la capacità di riconoscere i nostri veri moventi, anche quando essi sono scomodi o dolorosi come debolezze, egoismi e sentimenti negativi. Rispetto alla labradorite scura, tuttavia, facilita anche una presa di distanza da quello che si muove dentro di noi consentendo il formarsi di un punto di vista distaccato, realistico e maggiormente equilibrato. Da questo punto di vista è una pietra che aiuta nel processo di evoluzione spirituale.

labradorite bianca dettaglio

Aiuta a difendersi dagli inganni che noi stessi ci creiamo, come quando vogliamo proprio credere che certe situazioni negative finiranno spontaneamente per cambiare. Aiuta anche ad acquisire una visione della realtà più profonda e più orientata a ciò che esiste oltre la dimensione materiale. Migliora le capacità meditative e divinatorie. Induce a sviluppare un temperamento più sereno e contemplativo.

Riduce la propensione ad agire d’impulso e la tendenza all’azione. Rafforza la volontà e limita il desiderio. Rende i sentimenti più bilanciato e pacati.

Quarzo citrino – un raggio di sole tascabile

Amo le coincidenze e parlar di una pietra così fortemente legata al sole durante la fioritura della calendla (pianta anch’essa “solare”) mi piace davvero molto. Per inciso, dopo aver prodotto dei sacchetti con lavanda essiccata ora sto proprio raccogliendo i fiori delle calendule dal mio mini giardino…e chissà che prima o poi non mi metta a incrementare anche la parte di erbario di questo blog, ma intanto torniamo a foalizzarci sulla nostra bella gemma.

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Come appena accennato, il quarzo citrino ha una forte connessione con le energie solari, ci dona sicurezza in noi stessi, forze e coraggio, desiderio di fare, rende attivi ed energici; ci spinge al cambiamento e al gioiso dinamismo di un pomerrigio luminoso. Il suo colore giallo oro lo collega anche all’oro come simbolo per eccellenza di abbondanza e ricchezza, così come ad un campo di grano pronto per la mietitura, mentre scrivo mi accorgo dell’ennesimo collegamento con il mondo che mi circonda essendo ormai vicini a Lughnasadh/Lammas e si sentono nell’aria i prepararivi a questa celebrazione di abbondanza e condivisione (per la Ruota di Avalon questa festa è dedicata all’archetipo della Madre, ma non mi dilugo troppo su questo post).

Questo quarzo rappresenta tutto ciò che intendiamo con l’aggettivo solare, pensate alle caratteristiche di una persona solare, ed ecco tutti i doni che la pietra porta con sè, di cobnseguenza è ottimo anche per quanto riguarda allontanare le energie negative, o meglio, più che allontanarle o assorbirle, il citrino le trasmuta in qualcosa di diverso, come il sole dissipa le ombre, ancora parliamo di cambiamento e, conseguentemente, di nuovi inzi e di entusiasmo difronte ad un progetto che si sta intraprendendo, che sta per venire alla luce. Per concludere, ecco di seguito la traduzione del bigliettino in allegato alla pietra trovato nel Witch Casket: Ti insegna a far manifestare ed attrarre salute, prosperità e tutto ciò ci sia di buono. La pietra del successo e dell’abbondanza.

Ametista – purificazione di una gemma

Nel Witch Casket di maggio ho trovato una bellissima ametista, dalle sfumature abbastanza scure e forti, io amo questa pietra sopra ogni altra ed il suo colore è tra i più “magici” per me, difatti da quando ho compiuto 18 ani porto quotidianamente una gemma di ametista al collo; facendo qualche ricerca per questo post mi son accorta che la mia pietra non lavora più bene come un tempo (haimè 15 anni di faticoso servizio si fan sentire!) così ho deciso di procedere ad una bella e doverosa purificazione della stessa.

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Ho approfittato del novilunio da poco trascorso per immergerla in una mistura di lavanda e salvia bianca, o come sarebbe più corretto chiamarla, salvia apiana (wikipedia), sull’altare ho acceso anche una candela nera e dell’incenso dragon’s blood, una resina ricavata dalla Dracaena Draco, ho voluto usar anche la campanella per purificare l’ambiente e smuovere qualche energia. Devo davvero ringraziare i witch casket per avermi stimolato queste piccole ricerche e darmi nuovi strumenti con cui operare!

19512431_10213118492147807_1144328414_nComunque sia, lascerò la gemma nella sua scatolina di legno per tutta la fase crescente e sarà solo al plenilunio che le darò nuova aria ricaricandola un po’ alla luce della luna per rigenerarne nuovamente le qualità… qualità delle quali non ho ancora parlato!!!

Bhe, che dire, credo che l’ametista dovrebbe essere la pietra posseduta per antonomasia da ogni strega: aiuta a liberarsi dalle dipendenze, nel medioevo si credeva che polverizzata nel vino attenuasse gli effetti dell’alcool, forma uno scudo energetico di protezione e la purificazione interiore, aggevola gli stati meditativi e incrementa le doti psichiche di chi la indossa, proprio il suo colore viola la rende un catalizzatore per tutto ciò che è spirituale e spiritico.

Come ho già detto sopra, è una pietra che amo molto e non vedo l’ora di poterla reindossare  dopo la sua purificazione!

Howlite bianca – chiarezza del cuore e saggezza interiore

Come al mio solito son in ritardo e, benchè mi fossi data un mese per scriver questo articolo dopo l’arrivo del Witch Casket di aprile, mi ritrovo oggi a scrivere dopo che ieri è arrivato già il pacchetto di maggio (che per inciso non ho ancora aperto come ammenda, quindi non so quale sarà la prossima pietra).

Comunque son sempre più contenta di questa iniziativa perchè mi sta davvero portando ad aver tra le mani pietre, erbe ed oggetti che in effetti non avevo quasi o mai considerato, ed in quest’ultimo pacchetto ho trovato non solo la howlite bianca, che nella mia ignoranza avevo scambiato per un pezzo di marmo, ma anche una camopanella da altare che mi sfizia parecchio. Magari mi verrà voglia di scriver qualcosa anche a questo proposito, ma per adesso concentriamoci sulla pietra.

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Nel talloncino in allegato è descritta come una pietra ottimale per calmare, favorire il sonno, ricordare i sogni e rilassare la mente e il corpo alleviando la tensione muscolare. Favorisce insomma uno stato di rilassatezza tale da permettere di recepire i messaggi dell’universo che ci arrivano in meditazione, si crede infatti che sia “apportatrice di saggezza”, ma sarebbe meglio dire che prepara il terreno affinchè riusciamo ad ascoltare la nostra saggezza interiore.  Una maggior serenità si rispecchia anche in una concentrazione migliore che ci permette di conoscerci meglio indirizzando le nostre attenzioni verso le giuste direzioni senza disperderle, ci accompagna verso il perdono ed il risanamento delle ferite emotive allontanando reazioni impulsive e dettate dalla rabbia, dal dolore e dalla paura di soffrire ancora, allevia lo stress in ogni sua forma aumentando l’autocontrollo e la calma.

In molti siti ho trovato scritto che sarebbe l’ideale indossarla appesa al collo all’altezza del cuore per incrementarne gli effetti benefici.

Eliotropio – il calcedonio con gocce di sangue

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Nel Witch Casket di marzo ho trovato una gemma di Eliotropio, in inglese Bloodstone, una varietà di calcedonio; si tratta di una gemma che non ho mai usato in magia e doverne cercar informazioni mi ha ispirata ad aggiornare su questo blog la parte dedicata ai minerali: ogni mese aggiungerò quella che trovo nel pacchetto così da seguire e assecondare il caso.

 

 

L’Eliotropio, dicevo, in questa foto non si nota molto bene, ma è un calcedonio di colore verde scuro con piccole striature o macchie di un rosso cupo, da lì il suo nome in inglese, il nome italiano invece deriva da Helios, il sole, e dal suo modo di riflettere i raggi solari, particolarità descritta da Plinio il Vecchio: “si può osservare il sole come in uno specchio, le eclissi di questo astro e la luna quando gli passa davanti”, il collegamento al sole e al fuoco lo si vede anche nel collegamento al segno dell’Ariete (anche se l’ho trovato associato anche ai Pesci e al Cancro) e alla credenza che nelle macchie rosse vi fosse imprigionata la luce del tramonto; durante il Medioevo queste screziature vennero collegate al sangue del Cristo e la pietra venne associata al martirio.

Si tratta di un minerale capace di deviare le energie negative dirette alla persona che lo indossa, ha doti di guarigione sia a livello fisico che psichico alleggerendo ansia, irritabilità, aggressione e impazienza, regolando il flusso sangugno e combattendo le infezioni del sangue, ho trovato scritto che addirittura abbia capacità emostatiche sulle ferite e per tale scopo venisse usato dai soldati romani; a livello magico si dice aiuti a stimolare anche la telepatia. Le sue caratteristiche solari incentivano la realizzazione del sè, aumenta il coraggio, la tenacia e l’autocontrollo delle emozioni focalizzando l’attenzione verso l’obiettivo finale.

Aspetto di trovar la giusta occasione per usarlo, nel frattempo l’ho purificato e lasciato in un sacchettino di organza nero in attesa di caricarlo.

 

Pagan Challenge 14: What does magic/k mean to you?

Ammetto che che ho in testa la musica di “A kind of magic” da quando ho letto la domanda, ma tornando seria son abbastanza perplessa su come rispondere: non mi son mai interrogata su cosa fosse per me la magia, non ho mai cercato di darle una definizione, dovendo farlo la descriverei come un flusso di energie, o meglio il flusso di energia che permea l’universo stesso, ed il “fare magia” è più un capire questo flusso, riconoscerlo e assecondarlo per portarci lì dove vogliamo essere, per concentrarci in un determinato incanto, per centrarci in noi, per ascoltare la voce delle nostre guide. samhain-circle-of-lightPraticare la magia, per me, è quindi concentrami sull’intento delle mie azioni sapendo che è la mente lo strumento più importante per una strega, ma ciò non vuol dire che il parecio, perdonate il dialettismo, ma rende l’idea, posa rivelarsi utile in quanto fa scattare l’interruttore in noi focalizzandoci su ciò che stiamo per fare, ed è con questo scopo che mi piace “perdere” magari un po’ più di tempo per scegliermi il colore della candela, l’incenso, la pietra o la rappresentazione di Dea su cui focalizzarmi, vedo tutti questi oggetti come catalizzatori di determinate energie che possono facilitare il compito della mia mente. Sento di dover specificare, però, che con questo non sto dicendo che qualsiasi pietra vada bene per un determinato incanto solo perchè “me lo sento”, certo, il proprio intuito è importante e non si finisce mai di imparare ad ascoltarlo, ma troverei stupido e saccente non considerare gli aspetti tradizionali delle energie, tipo usar un diaspro rosso in un incantesimo d’amore senza pensare che così facendo si rafforzi l’aspetto più fisico e passionale della questione: non è che prima di noi eran tutti cretini a leggere e studiare un bel po’ prima di far pratica!

inner-mysteriesLo studio credo sia una parte importantissima del praticare la magia, ci premette di capire come funziona quanto vogliamo fare e solo così sapremo come muoverci, leggendo The Inner Mysteries ho trovato una bellissima frase: le streghe moderne non si accontentano più di guidare “l’automobile magica”, ma vogliono anche sollevare il cofano per capire come funziona il motore (…) è tempo che diventino meccanici magici, invece che semplici autisti.

Conoscere la magia, essenziale a mio avviso per poterla praticare con successo, vuol proprio dire conoscere e il flusso di energia in cui siamo immersi, capirne il movimento e le cause, ed è con questo spirito che mi pongo, per esempio, a divinare con le carte: son per me uno strumento per riconoscerlo meglio e vederne il dispiegarsi.

Quarzo rosa

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Direi che il quarzo rosa è la pietra per eccellenza dell’amore, quale sentimento puro e dolce, come l’amore materno e l’amor proprio. E’ una pietra che coccola e rassicura, dona serenità a chi lo indossa. Adatto molto a persone eccessivamente timide e incapaci di esprimere le proprie emozioni, stimola le relazioni sociali empatiche promuovendo compassione, solidarietà e comprensione.

pantone-il-2016-sara-lanno-del-rosa-quarzo-l-rjiohkAgisce molto bene su cuore e polmoni, assorbendo le energie negative, migliora il sistema circolatorio e rinvigorisce il sangue, elimina la confusione mentale, attenua gli squilibri emozionali e previene le malattie psicosomatiche rinvigorendo l’amor proprio e attenuando i sentimenti quali rabbia e odio e facendo sentire il soggetto al sicuro, come tra le braccia di sua madre.

Personalmente la sto riscoprendo, con la gravidanza prima e con la crescita di Melissa adesso; in particolare ho un ciondolo di questa pietra a forma di cuore che mi è stato regalato da mio padre e che a mia volta donerò a mia figlia quando sarà un po’ più grande.

PaganChallenge 03: Do you have an altar/shrine/sacred space?

Senza ombra di dubbio la risposta è si!

Su una mensola a casa ho provveduto ad installare il mio altare, credo sia stata una delle prime cose che ho fatto durante il trasloco, mi devo accontentare di una mensola ricavata nella parete nel soggiorno, ma appena avremo i soldi per completare l’ultimo piano della casa mi creerò una stanza dedicata solo a questo, una sorta di tempio/stanza meditazioni/sono-nel-mio-mondo-dimenticatevi-di-me. Ci sto fantasticando molto e non vedo l’ora di poter iniziare i lavori, ma per il momento non posso comunque lamentarmi. L’altare è per lo più statico, per i vari sabba/esbat aggiungo qualche piccola decorazione a tema, ma solo quando mi sento ispirata, per il resto credo si possa considerare suddiviso in due parti: a sinistra statua di Dea seduta sulla luna, le mani congiunte creano una cavità all’altezza del grembo e lì appoggio di solito pietre e altro da caricare, attualmente ho una statuetta stilizzata dono di quando mi son dedicata come Figlia della Grande Madre e un ciondolo di quarzo rosa a forma di cuore, regalo di mio padre che voglio amia volta donare a mia figlia quando compirà un anno, sulla statua ho messo anche il mala per le meditazioni in quarzo ciliegia e legno di ulivo, ai suoi piedi una punta di ametista e un incensiere, mentre alle sue spalle il megacero della Fiamma della Grande Madre delle Dolomiti ed il foglietto con la mia dedicazione. A destra è più o meno tutto dedicato ad Atena, ho un tempietto greco, nel cui centro ho messo dei rami di ulivo ed una sorta di “riunione di Dee intorno al fuoco” con varie statuette prese in Grecia e la rappresentazione di un labirinto. In alto, ma non ho una foto a portata di mano, ho un dipinto su legno di ulivo raffigurante Atena e con inciso un inno omerico.

Vado a cantare di Pallade Atena, guardiana della città, la terribile, coleri che con Ares si occupa di azioni bellicose, il saccheggio di città e del pianto battagliero di guerra; Ella salva i soldati come essi vengono e se ne vanno. Sii la benedetta, Dea, donami fortuna e buona salute.

Come sfondo ho alcune carte dell’oracolo dei druidi per la valenza simbolica degli animali in questa mia fase della vita, per la cronaca ho un’ape, un’oca ed una civetta, ma spiegarli sarebbe lungo e credo noioso anche da leggere.