Pagan Challenge – 21. Hai un grimorio/libro delle ombre?

Eh! Magari fosse solo uno!!!

Ho iniziato il cammino nella stregoneria nel lontano 2002 e, piena di buoni propositi, avevo anche iniziato a creare il mio Libro delle Ombre, trascrivendo annotazioni su celebrazioni, riti, corrispondenze, incantesimi vari ed eventuali; dopo il primo exploit durato qualche mese, il progetto si è arenato, negli anni ne ho iniziati parecchi riprendendo sempre dall’ultima versione e aggiornando mettendo e togliendo fogli, cambiandone l’ordine e correggendo quanto trascritto per allinearlo meglio al mio sentire (fin dall’inizio ho usato un quaderno ad anelli, poco d’effetto, ma estremamente comodo!); per indole faccio fatica a buttare via qualcosa e, anche con le vecchie pagine di questi quaderni, non sono riuscita ad impormi facilmente di buttarle, tanto che credo di averne ancora qualcuna, così come i file informatici di quando mi stavo convertendo al Libro delle Ombre digitale (breve parentesi).

Ora come ora ne ho più  di uno in progettazione: in un quaderno sto trascrivendo vari riti e tradizioni relativi alla Ruota dell’Anno secondo le varie tradizioni, ho materiale di Buckland, di Cunningham, di Morrisson, dei coniugi Farrar, giusto per citare dei noti autori Wiccan, libri di Kethy Jones, per quanto riguarda la tradizione avaloniana, e materiale reperito in rete che mi intriga, soprattutto scritti presi dai siti del Tempio della photo_2018-02-06_08-32-01Ninfa e della Casa della Dea. Un secondo quaderno è dedicato alle letture dei tarocchi e nell’ultimo riporto i miei progressi nel percorso sacerdotale, annotazioni di pensieri ed esercizi vari; in effetti questi due sono più dei diari/libri specchio, eppure non me la sento di scinderli troppo dall’argomento, in fondo, secondo la tradizione, nel proprio Libro delle Ombre, ogni strega scrive i propri incanti e le proprie corrispondenze, una forma di annotazioni, di appunti spesso dedicati alle future generazioni frutto della propria esperienza… eh, ora mi sta venendo il dubbio se la mia piccola Melissa vorrà o meno seguire la mia strada, se il suo cammino verso il Divino sarà simile al mio. Ovviamente mi piacerebbe fosse così, ma ho promesso a me stessa che non l’avrei mai e poi mai obbligata, e, per quanto possibile, limitare i condizionamenti così che lei stessa, libera da pregiudizi, possa rendersi conto del suo sentire la Divinità e di come questa energia comunica con lei.

Tra l’altro, sono iscritta da un annetto ad un progetto, il Witch Casket, che mensilmente mi invia vari oggetti collegati da loro da un tema “stregoso”, tra questi vi è sempre un foglio pergamenato relativo a divinazione, usi magici di cristalli o erbe, corrispondenze, eccetera eccetera, per ora li sto tenendo in un raccoglitore, ma accarezzo l’idea di farli rilegare creando un tomo non solo utile, ma anche sfizioso da vedere (credo che ogni strega degli anni 80-90 abbia come sogno nel cassetto il Libro delle Ombre delle Halliwell!). Venendo dall’Inghilterra è ovviamente tutto in inglese, ma per mia fortuna abbastanza comprensibile ed un modo interessante per imparare nuovi termini. Il Witch Casket mi ha anche stimolato a fare ricerche, avevo iniziato anche su questo blog la rubrica dedicata alle pietre e alle gemme aggiornando in base a quella che trovavo mensilmente, da tanti (troppi) mesi non sto più aggiornando, ma tra i buoni propositi di quest’anno c’è sia quello di rimettermi in pari, sia quello di incrementare le sezioni mettendo in ordine le informazioni su piante, colori e oggetti magici sempre lasciandomi ispirare dal pacchetto! Oltre ad aggiornare questo blog, che a sua volta sembrerà sempre più un Libro delle Ombre pubblico, vorrei stampare poi queste schede su fogli pergamenati per quando rilegherò quelle in inglese.

Pagan Challenge – 20. Cosa significa per te l’iniziazione?

Sono contenta di riprendere dopo tanto tempo questa challenge proprio con questa domanda perché, a differenza da quello che si possa pensare, l’iniziazione non è un punto d’arrivo, ma di partenza, è un nuovo inizio con una maggiore consapevolezza della nostra meta e del nostro viaggio. Ci sono molteplici riti di iniziazione nella vita di ciascuno, sono riti di passaggio che delineano un prima e un dopo, in questi ultimi anni ne ho vissuti due molto importanti per la mia vita: a Mabon del 2015 mi sono dedicata come Figlia della Grande Madre e sono entrata nel Bosco della Dea seguendo gli insegnamenti del Glastonbury Goddess’s Temple, a maggio del 2016 sono diventata madre, alle prime luci del giorno è nata la mia bella e testarda Melissa.

spirale Limitando il discorso alla sfera magico/religiosa, posso dire che la dedicazione del 2015 ha segnato il momento dopo il quale i miei gesti, le mie decisioni, la mia pratica avevano acquisito una consapevolezza maggiore, un indirizzamento che aiuta a non perdersi, ma non solo: mi ha fatto nascere per la prima volta il sentimento di sorellanza con donne anche molto diverse da me sotto vari aspetti, mentre aspettavamo che il druido ci venisse a prendere al limitare del bosco, ho sentito un amore forte e impossibile da ignorare avvolgere me e loro, ci ho avvertite legate e collegate, ma senza alcun vincolo. Non vi è l’obbligo di pensarla allo stesso modo o di aver modi uguali di comportarci, l’affetto che ho avvertito andava oltre a tutto questo, è stata una comunione di intenti e dello stesso sentire. Tornando al discorso di cosa significhi per me l’iniziazione, proprio per queste mie esperienze personali, la reputo una tappa molto importante da compiere, indipendentemente se fatta appartenendo ad gruppo o se si tratta di un’auto iniziazione, è comunque un momento molto forte che segna un punto di partenza perché, prima di compierla ci obbliga a domandarci cosa vogliamo, che valore stiamo dando ai nostri gesti, alle nostre parole, cosa ci aspettiamo da quel momento in poi e, in seguito, quando arriveranno i momenti di scoraggiamento, di debolezza, di solitudine in cui si pensa di lasciar perdere tutto quello fatto finora, beh, ricordare la propria iniziazione donerà una forza nuova, un rinnovamento di energie che credevamo esaurite.

sacerdotessaAdesso sto continuando il cammino spirituale, una seconda Spirale ha avuto inizio che mi porterà alla mia auto-dedicazione come Sacerdotessa di Dea, non ho idea di come sarà strutturata a livello pratico, ne’ posso già immaginare come mi sentirò, ma sapere che quel momento mi sta attendendo, mi obbliga a chiedermene il significato, se è la strada che fa per me e perché me ne senta attratta, cosa significhi per me essere sua Sacerdotessa, che impegni mi porterà e se sarò in grado di farne fronte. Trovo costruttivi questi dubbi, perché mi portano a scavare in me, a scovare le parti in luce e in ombra del mio spirito e accettare o migliorarli a seconda della loro entità.

Pagan Challenge 18: What does deity/god/divine mean to you?

Ecco una domanda che trovo molto stimolante e mi piace che sia stata messa giusto prima di quella inerente il lavoro di gruppo, mi ricorda quando, dopo anni in cui si celebrava insieme come gruppo in cui eravamo arrivati anche a definirci congrega, bhe, solo dopo molto abbiamo affrontato quest’argomento per scoprire che vi erano visioni molto diverse tra loro su cosa fosse il divino… diciamo che per me è stato il rivelarsi di quella nota stonata che avvertivo e non riuscivo a identificare… comunque non voglio divagare, meglio dar inizio a questo post.

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Per me il divino è contemporaneamente immanente e trascendente, è qualcosa di talmente immenso che è difficile riuscire a descriverlo a parole e con sentimenti umani, ma al contempo si manifesta in ogni cosa esistente, vi è del divino in tutto, dalle piante agli animali, alle rocce, in noi stessi. Non vi è divisione tra “sacro” e “profano”, perchè tutto è manifestazione di quest’energia che tutto contiene. Per me quest’energia ha il nome di Dea, la sua rappresentazione femminile di madre non è prettamente fisica intesa come divinità della terra e della fertilità, ma molto più simbolicamente nel suo ventre vi è la capacità di trasformazione per antonomasia, rappresenta la magia di mutazione, rinnovamento perenne che è indispensabile alla vita, ma anche all’evoluzione; le sue caratteristiche femminili son proprio manifestazione di questa spirale in movimento tra energie diverse e talvolta opposte tra loro, ma sempre in equilibrio, non vi è bianco o nero, vita o morte, luce o buio, non ha senso porre queste dicotomie con Dea perchè il lei vi è tutto e il suo opposto, basti pensare il natura: in molte spece animali la madre non solo partorisce e accudisce i figli, ma talvolta ne decreta la morte (ad esempio le coniglie talvolta possono uccidere la prole se manca cibo), ma ancor più hanno in sè la dolcezza per i propri cuccioli e la ferocia di allontanare predatori anche più grossi di sè stesse. Dea insegna il ciclo di nascita e morte senza la paura di ciò che non si conosce, ma come si affronta ciò che è giusto e che dev’esserci per l’equilibrio, la morte non è qualcosa che deve esser sconfitto (come recitano alcune religioni), non è qualcosa da demonizzare, ma da comprendere come necessaria e giusta perchè permette il ricambio di corredo genetico, di idee, di energie. Dalla morte vi è nuova vita, e la vita non può essere qualcosa di statico e immutabile, ma è dinamica e imprevedibile seppur ciclica, ogni ciclo si ripete simile ma mai uguale. Nel ciclo mestruale della donna, nell’alternanza delle stagioni e delle fasi lunari tutto parla di Dea e del suo mutarsi pur rimanendo uguale a sè stessa ed è per qusto che venero il divino in questo aspetto e no, non credo assolutamente che sia squilibrato a sfavore del maschile, perchè lo comprende, così come nel ventre della madre vi è il figlio e nel figlio vi è la manifestazione della madre e non è un caso se nelle mitologie più antiche la coppia divina era appunto costituita dalla Dea Madre e da suo Figlio che, in seguito, ne divenne il compagno (fin poi a detronizzarla del tutto sostituendo anche la sua figura con un padre benchè ovviamente questi fosse incapace di dar alla luce la vita, ma non voglio parlarne qui). kore___persephone_by_sorelliena-d79yk1rDevo specificare che non tutte le coppie divine erano madre e figliO, per esempio in Demetra e Kore/Persefone si tratta di una figlia che, secondo ricostruzioni del mito stesso, è antecedente all’introduzione di Ade come dio degli inferi, da notare come le due manifestazioni di Kore/Persefone sono assimilabili con la rappresentazione di Hel, Dea degli inferi norrena: Dea è, ancora una volta, vita e morte, luce e buio, giovinezza e vecchiaia in un’unica entità, senza divisione o contrasto.

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Parlando poi delle diverse divinità, per me si tratta di archetipi, di manifestazioni di quest’energia sotto molteplici aspetti, come se Dea fosse un’enorme diamante dalle molteplici sfaccettature e per arrivare a vederla nel suo insieme è necessario comprendere ogni singola faccia con le sue peculiarità, ma senza dimenticarsi mai che si fondono tutte in un’unica realtà che le contiene tutte.

Pagan Challenge 17: What does this time of year mean to you?

Credo che pochi anni come questo ho avvertito l’arrivo della primavera in modo così forte! Adoro sfruttare i momenti di sole e caldo per star fuori e infondere nuova vita anche al fazzolettino di giardino che mi ritrovo, quest’anno ho piantato delle nuove calendule, trapiantato bucaneve e messo in terra i bulbi dei gladioli, in cucina è arrivata un’orchidea e guardo felice anche le micro foglioline del bonsai farsi largo verso la luce… e incurante del vento mi diverto a star fuori a mezze maniche…e prendo l’influenza! Eh si, son stata atterrata dalla febbre a 39°, con la paura di infettare anche la bimba, ma per fortuna lei è fortissima ed io dopo tre giorni sto decisamente meglio anche se intontimento e nausea non mi hanno ancora lasciato.

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Dicevamo: primavera, che quest’anno vuol dire anche aver inizato dei progetti lasciati a lungo nel cassetto dei desideri: il primo è il corso di apicoltura, per inciso davvero molto interessante e motivante sull’intraprendere quest’attività il prossimo anno con delle basi, ed il secondo il realizzare una celebrazione stagionale pubblica. Ho ideato e organizzato, con l’aiuto delle altre ragazze dell’associazione, la cerimonia per Ostara, purtroppo proprio questo malessere non mi permetterà di presenziare e ho dovuto lasciar il compito di facilitatrice a un’altra, ma son felice che comunque la mia creazione veda la luce, che venga realizzata concretamente e magari andar a toccar l’animo di chi verrà a parteciparvi. Spero davvero che sia il “la” per spronare anche le altre ad organizzare le prossime festività, magari quest’anno limitandoci ai sabba maggiori legati, per la nostra tradizione, agli elementi (Ostara=fuoco, Litha=acqua, Mabon=terra, Yule=aria).

Pagan Challenge 15 e 16: Do you perform spells on a regular basis? What spiritual practice do you do most often?

Questa volta ho deciso di accorpare due domande insieme inquanto devo ammettere che non faccio incanti regolarmente, ne’ riesco ad esser costante con le pratiche spirituali e ho ancora troppo da lavorare sulla mia costanza per riuscir a portar avanti un calendario “rigido”, anche se spesso ci ho provato, magari con divinando ad ogni plenilunio/novilunio, o caricando pietre, sfortunatamente son tutti progetti che si arenano nel giro di breve tempo… da questo Imbolc avevo intenzione di riprendere con purificazioni e fumigazioni in casa, ma purtroppo ho affumicato casa coi carboncini e non credo che ripeterò l’esperimento tranne che in giornate calde dove potrò tenere aperte le fnestre!

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Una pratica in cui cerco di esser più costante possibile è l’assolvimento dei miei compiti come guardiana della Fiamma della Grande Madre delle Dolomiti (ogni volta che lo scrivo mi rendo conto che dovremmo coniare una sigla!), da tramonto a tramonto, nelle date in cui è prevista la mia partecipazione, faccio brillare la Fiamma sul mio altare con la preghiera che la sua luce possa brillare in eterno.

In realtà mi piacerebbe molto non scindere la mia vita tra cose da Babbani e magicume, ma impregnare di coscienza magica ogni azione e pensiero, cercando di non uscire dalla sensazione di centratura che vivo all’interno dei Cerchi o durante una meditazione, e questo sarebbe anche lo scopo dell’invocazione del Sè Sacerdotale nella tradizione di Avalon: richiamare e risvegliare in noi l’archetipo del Sacerdote/Sacerdotessa, riconoscerlo e viverlo nel presente, famigliarizzarci per poi averlo sempre presente e “vivo” nella nostra quotidianità così da compiere ogni azione con la maggior consapevolezza possibile… detto così par tutto bello e figo, ma la difficoltà che ho nel metterlo in pratica è davvero molta, mi fa capire anche quanto sia lontana dal mio nucleo nella vita di tutti i giorni.

Pagan Challenge 14: What does magic/k mean to you?

Ammetto che che ho in testa la musica di “A kind of magic” da quando ho letto la domanda, ma tornando seria son abbastanza perplessa su come rispondere: non mi son mai interrogata su cosa fosse per me la magia, non ho mai cercato di darle una definizione, dovendo farlo la descriverei come un flusso di energie, o meglio il flusso di energia che permea l’universo stesso, ed il “fare magia” è più un capire questo flusso, riconoscerlo e assecondarlo per portarci lì dove vogliamo essere, per concentrarci in un determinato incanto, per centrarci in noi, per ascoltare la voce delle nostre guide. samhain-circle-of-lightPraticare la magia, per me, è quindi concentrami sull’intento delle mie azioni sapendo che è la mente lo strumento più importante per una strega, ma ciò non vuol dire che il parecio, perdonate il dialettismo, ma rende l’idea, posa rivelarsi utile in quanto fa scattare l’interruttore in noi focalizzandoci su ciò che stiamo per fare, ed è con questo scopo che mi piace “perdere” magari un po’ più di tempo per scegliermi il colore della candela, l’incenso, la pietra o la rappresentazione di Dea su cui focalizzarmi, vedo tutti questi oggetti come catalizzatori di determinate energie che possono facilitare il compito della mia mente. Sento di dover specificare, però, che con questo non sto dicendo che qualsiasi pietra vada bene per un determinato incanto solo perchè “me lo sento”, certo, il proprio intuito è importante e non si finisce mai di imparare ad ascoltarlo, ma troverei stupido e saccente non considerare gli aspetti tradizionali delle energie, tipo usar un diaspro rosso in un incantesimo d’amore senza pensare che così facendo si rafforzi l’aspetto più fisico e passionale della questione: non è che prima di noi eran tutti cretini a leggere e studiare un bel po’ prima di far pratica!

inner-mysteriesLo studio credo sia una parte importantissima del praticare la magia, ci premette di capire come funziona quanto vogliamo fare e solo così sapremo come muoverci, leggendo The Inner Mysteries ho trovato una bellissima frase: le streghe moderne non si accontentano più di guidare “l’automobile magica”, ma vogliono anche sollevare il cofano per capire come funziona il motore (…) è tempo che diventino meccanici magici, invece che semplici autisti.

Conoscere la magia, essenziale a mio avviso per poterla praticare con successo, vuol proprio dire conoscere e il flusso di energia in cui siamo immersi, capirne il movimento e le cause, ed è con questo spirito che mi pongo, per esempio, a divinare con le carte: son per me uno strumento per riconoscerlo meglio e vederne il dispiegarsi.

Pagan Challenge 13: Do you use divination, what types?

Eh, qui si aprirebbe una lunga introduzione su cosa sia per me la divinazione, ma iniziamo con criterio. Si, pratico la divinazione, soprattutto uso le carte, tarocchi e non, ed in passato ho provato anche a studiare le rune, ma si son rivelate un sistema troppo impegnativo per la mia scarsa memoria. Attualmente, tra i miei vari mazzi, sto prediligendo i tarocchi Shadownscapes di Stephanie Pui Mun Law (sito ufficiale) mi son proprio innamorata di queste illustrazioni e se aprirete il link potrete capirmi! Le tinte ad acquarello mi trasportano in un mondo fantastico e magico, popolato di ogni creatura possibile.

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Questa è in assoluto la mia carta preferita, la giustizia, mi piace talmente tanto che volevo usarla come base per un tatuaggio di Athena che ho nella scatola dei desideri, anche se devo ammettere che non si tratta di quella che estraggo più frequentemente; anzi: c’è stato un periodo che a parlarmi c’erano solo l’eremita e l’appeso, ma sto parlando di qualche anno fa ormai. Prima di mettermi a lavorare con questo mazzo preferivo la più semplice “Sibilla degli Elfi”, con meno carte e dove, in calce ad ogni immagine, vi erano delle parole chiave per facilitarne l’interpretazione. Un altro metodo che mi piacerebbe molto praticare è lo scrying con uno specchio nero, ma ancora non mi sono mai decisa a crearmene uno, anche perchè devo ammettere che fin da bambina gli specchi mi hanno inquietato, benchè casa ne fosse piena…o forse proprio perchè casa ne era piena, e ricordo particolarmente uno specchio posto in fondo ad un lungo corridoio che dovevo percorrere ogni sera per andare a letto, credo di non averne mai toccato la superficie per chissà quale timore…eh si: ero una ragazzina suggestionabile ed è per questo che tuttora non amo particolarmente i film dell’horror. Per inciso, nella casa dove vivo adesso ho in camera da letto due specchi che si riflettono a vicenda e quando mi alzo di notte per andare in bagno evito accuratamente di guardarvi dentro, credo che questa sia la mia unica supertizione assolutamente irrazionale!

Comunque non posso chiudere questo post senza chiarice COSA sia per me la divinazione, partendo dal presupposto che credo fortemente nel libero arbitrio e rifiuto l’idea di un destino inelluttabile che ci attende qualsiasi cosa facciamo, definisco le divinazione un modo per guardare al presente con un altro punto di vista, libero dagli autoconvincimenti che ci creiamo, attraverso le carte chiedo di poter capire meglio la situazione che sto vivendo, di scorgerne i particolari che inconsciamente non voglio affrontare e attraverso il mio intuito/istinto capire il suggerimento che le carte stesse mi mandano, fermo restando che il futuro che delineano è semplicemente quello più probabile se la questione rimanesse immutata, e questo cerco sempre di spiegarlo al meglio a chi mi chiede un giro di carte per evitare la classica domanda “Mi dici giorno e ora in cui incontrerò l’amore della mia vita e che aspetto avrà?”…vi lascio immaginare la mia faccia…

Chiudo con un avvertimento per quanti si affidano ad altri per la predizione del futuro: cercate sempre di aver davvero fiducia in quella persona a prescindere dalla divinazine, purtroppo di gente che vuol solo far soldi sulle paure e le insicurezze degli altri ce n’è tanta ed io stessa ne son stata “vittima”: a settembre 2015 chiesi a due persone distinte tra loro tra quanto tempo sarei rimasta incinta, la prima mi predisse giugno 2016 e l’altra rimase più sul vago dicendo che avrei dovuto attendere un bel po’ di tempo, bhe, in realtà ero già in attesa di mia figlia, solo che nemmeno lo sapevo io stessa… ho imparato la lezione e la offro a voi.

PaganChallenge 12: What does this time of year mean to you?

L’ultima volta che ho risposto a questa domanda eravamo in autunno, ormai tra pochi giorni sarà Yule e mi rendo conto che sto rallentando la frequenza dei miei post, inevitabilmente anche questo progetto sta rallentando, ma farò il possibile per non farlo arenare…

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Dicevamo, siamo alla vigilia di Yule, pochi giorni ancora e avremo il Solstizio d’Inverno, ma benchè la settimana scorsa le temperature abbiano avuto un buon abbassamento e le notti limpede lascino mattine ghiacciate, ancora non vi è traccia di neve e sento poco l’arrivo della stagione (e se penso che tra due settimane sarò in Puglia temo di sentirlo ancora di meno!), comunque ho provveduto a metter qualche pignetta argentata sull’altare in onore alla Regina dei ghiacci e vorrei spostar qualcosina per mettere anche una sua raffigurazione, vorrei cercar una connessione con Samblana, Donna Kenina, Berchta, Holle, Tanna e le altre signore delle montagne che più manifestano le loro energie in questo momento, dovrei riorganizzare qualche appunto e magari scriver qui a beneficio di chi vorrà leggere… spesso mi chiedo cosa ne possa pensare chi viene qui e si ritrova a leggermi, non disdegnerei qualche commento, potrebbe essere un buono spunto per nuove riflessioni e confronti, quindi se vi punge vaghezza di lasciar traccia del vostro passaggio sarò ben felice di leggere e rispondere.

Ieri, di ritorno da un pranzo con amici nella val Zoldana, siamo passati per il passo per il passo Cibiana e da lì ho potuto ammirare il monte Antelao, dimora du una delle regine delle Anguane, Samblana, di lei si ricorda soprattutto il lungo manto bianco e cristallino che ricopre la cime delle montagne, ma non bisognerebbe dimenticarsi anche del collegamento con i morti, essa è infatti custode di “erranti bambine morte senza battesimo”, che molto probabilmente son un’eco distorta della schiera di defunti che accompagna anche altre figure invernali come Frau Holle e Berchta (o Perchta) che sorvolano i cieli notturni dispensando fertilità per l’arrivo della primavera…come non leggervi un ulteriore collegamento con la moderna Befana?! Samblana si dice abbia formato anche il lago di Thigolyè, a est del monte Pelmo (anche se non son riuscita a trovarlo sulle cartine) ove vi cresceva una folta foresta le cui grotte si dice fossero abitate, più a est ancora del monte Antelao c’erano anche una fonte ed un faggio sacri per queste popolazione pagane, sucessivamente venne lì eressa una cappella dedicata alla Madonna.

 

 

 

 

Pagan Challenge 11: What does the sun mean to you?

Doveroso iniziare il post  scrivendo che non considero il sole quale principio maschile attivo in contrapposizione alla luna quale principio femminile passivo; luna e sole non son collegati irrimediabilmente a uno o all’altro sesso, ma per svilupparne il simbolismo sfrutto le mie percezioni e le mie esperienze in quanto donna. E poi, considerare l’energia femminile solo come passiva/recettiva lo considero assolutamente sminuente e, se fino a qualche mese fa questa era solo teoria per me, con l’esperienza del parto ho potuto saggiarne la sua concretezza perchè posso assicurarvi che non vi è nulla di passivo nel mette al mondo una vita, ne’ si può dire che in quel momento stessi sperimentando la mia parte “maschile/attiva” e  mi pare assolutamente superfluo spiegare perchè inserire questa esperienza prettamente femminile nella simbologia maschile stona!

Quindi dicevamo, il sole è un’altra manifestazione del femminile, proprio di quella energia dispensatrice di vita, di calore, di nutrimento, che permette il ciclo stagionale di nascita/crescita/morte/rinascita coi suoi solstizi ed equinozi; è Dea che si rinnova di anno in anno pur restando sè stessa. E a proposito ci son moltissime Dee Solari, riporto qui il link all’articolo di un blog che ho trovato molto interessante Anche il femminile è solare che fa una bella panoramica in molteplici culture, in aggiunta posso affermare che anche nel folckore delle Dolomiti vi siano molte Dee Solari, anche se col tempo le loro figure son state quasi “smorzate”, ma l’archetipo originale è ancora ben visibile, basti pensare a Merissana, il cui nome significa Meridiana, ossia del meriggio (mezzogiorno), signora delle Anguane che emerge col suo seguito dal Ru de ras Vèrgines, il Torrente delle Vergini, proprio nelle ore più calde del giorno; e qui si vede anche che le Anguane non sono solo spiriti acquatici, ma che son legate anche ad un culto solare, forse sacerdotesse dove Merissana rappresenti una Dea. 4b6c6f3eed66f038ecb988452a513fb0 Altre figure sono la coppia madre e figlia Elba e Soreghina, la prima era solita solcare un laghetto ai piedi del Vernel nelle ore più calde del giorno (ancora associazione sole/acqua) dalla primavera all’inizio dell’autunno, morirà, o meglio svanirà, dopo la segregazione in una torre ad opera di un re che la voleva sua sposa, ma non prima di dar alla luce Soreghina, bimba malata e debole che trascorreva la notte ed i giorni di pioggia in uno stato di sonno profondo; la storia ci racconta che conoscerà uno straniero ferito di nome Ey de Net, Occhio di Notte (la luna?!), se ne prenderà cura e se ne innamorerà fino a sposarlo contro il volere del padre; purtroppo anche questa leggenda finirà male in quanto la fanciulla si tratterrà sveglia dopo la mezzanotte violando un tabù impostole dalla sua natura solare morendone.

 

Pagan Challenge 10: What do the moon phases mean to you?

Le fasi della luna per me rappresentano, in modo abbastanza intuitivo ed immediato, le “fasi” o meglio quattro grandi archetipi femminili: la Fanciulla, la Madre, la Signora e l’Anziana; le collego anche al ciclio mestruale dove il plenilunio rappresenta l’ovulazione e, di conseguenza, la fertilità piena ed il novilunio il sangue mestruale, la “piccola morte” che scandisce il periodo fertile delle donne.

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Non penso sia possibile rispondere in modo veloce ad un argomento così vario, perchè se ci si addentra nel mondo dei simboli ci si sprofonda sempre di più, ma vorrei provare a dar una spiegazione sommaria di ogni collegamento che faccio istintivamente con le varie fasi.

La luna crescente mi parla di qualcosa in maturazione, di energie che si ampliano, ma che son lontane ancora dal loro risultato, di potenzialità, di divenire. Le energie si irradiano per tornare amplificate, è un concetto difficile per me da spiegare, ma una Dea che mi pare ben possa rappresentare questa fase è Artemide nel suo aspetto di vergine dei boschi, la cacciatrice, la fanciulla che usa le sue energie  per sè stessa, per conoscere i propri limiti, per mettersi alla prova, per sfruttare il suo potenziale e veder dove questo la condurrà. Se dovessi rappresentare con un colore userei il bianco, ha in sè la possibilità di divenire qualsiasi altro colore.

La luna piena è la Madre, la sua forma ricorda il ventre di una donna gravida ed ha in sè la massima energia di creazione, di illuminare e per portare nel mondo reale i pensieri e di desideri, è abbondanza di ogni cosa, è fertilità, non solo materiale nel senso di nuova vita, ma anche di idee, progetti, ispirazione. Tutto con lei viene alla luce e si manifesta nella sua forma più vera ed autentica, le energie si manifestano e, in qualche modo, si donano all’universo, così come la luna non trattiene la luce solare, ma la irradia a sua volta per illuminare un paesaggio altrimenti buio. Come divinità la collego a Demetra il cui nome stesso significa Dea Madre, ed il colore sarebbe il rosso legato al sangue che da la vita nel parto.

sxerfgvbNella sua fase calante, le energie tornano a concentrarsi sulla propria interiorità, inizia il lento declino che riporta l’attenzione verso sè stessi. Questa fase l’ho vista chiamata con molti nomi (Regina, Amante, Incantarice), per me è semplicemente la Signora, colei che è padrona di sè stessa, che è cresciuta, che conosce il suo potere e lo sa gestire e usare al meglio per i propri interessi, pur non alterando l’equilibrio. Conosce ogni conseguenza delle sue azioni ed è proprio grazie alle sue esperienze passate che ha potuto maturare questa coscienza di sè stessa e del mondo che la circonda; il colore sarà il giallo oro della sua corona o, nel caso di Atena, divinità per me collegata, del suo elmo.

Per concludere, il novilunio, racchiude le energie dell’Anziana, di colei che ha terminato il proprio ciclo di vita, che è in una fase di stasi in attesa della rinascita e di compiere un nuovo giro, sempre uguale e sempre diverso, nella spirale dell’evoluzione. Il colore è ovviamente il nero della notte senza luna, delle ombre che celano, del vuoto che tutto contiene, ma che non ha forma per manifestarsi, e la Dea a cui associo tutto ciò è Ecate (tra l’altro, proprio nello scorso novilunio mi è tornato il ciclo dopo il parto di Melissa, ed una voce dentro di me ha sussurrato che si trattasse del sangue di Ecate, frase per altro ancora parecchio enigmatica per me e su cui sto cercando di riflettere per darle un senso, e devo ammettere che qesto post mi ha permesso di delucidarmi parecchio le idee).

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