Pagan Challenge – 20. Cosa significa per te l’iniziazione?

Sono contenta di riprendere dopo tanto tempo questa challenge proprio con questa domanda perché, a differenza da quello che si possa pensare, l’iniziazione non è un punto d’arrivo, ma di partenza, è un nuovo inizio con una maggiore consapevolezza della nostra meta e del nostro viaggio. Ci sono molteplici riti di iniziazione nella vita di ciascuno, sono riti di passaggio che delineano un prima e un dopo, in questi ultimi anni ne ho vissuti due molto importanti per la mia vita: a Mabon del 2015 mi sono dedicata come Figlia della Grande Madre e sono entrata nel Bosco della Dea seguendo gli insegnamenti del Glastonbury Goddess’s Temple, a maggio del 2016 sono diventata madre, alle prime luci del giorno è nata la mia bella e testarda Melissa.

spirale Limitando il discorso alla sfera magico/religiosa, posso dire che la dedicazione del 2015 ha segnato il momento dopo il quale i miei gesti, le mie decisioni, la mia pratica avevano acquisito una consapevolezza maggiore, un indirizzamento che aiuta a non perdersi, ma non solo: mi ha fatto nascere per la prima volta il sentimento di sorellanza con donne anche molto diverse da me sotto vari aspetti, mentre aspettavamo che il druido ci venisse a prendere al limitare del bosco, ho sentito un amore forte e impossibile da ignorare avvolgere me e loro, ci ho avvertite legate e collegate, ma senza alcun vincolo. Non vi è l’obbligo di pensarla allo stesso modo o di aver modi uguali di comportarci, l’affetto che ho avvertito andava oltre a tutto questo, è stata una comunione di intenti e dello stesso sentire. Tornando al discorso di cosa significhi per me l’iniziazione, proprio per queste mie esperienze personali, la reputo una tappa molto importante da compiere, indipendentemente se fatta appartenendo ad gruppo o se si tratta di un’auto iniziazione, è comunque un momento molto forte che segna un punto di partenza perché, prima di compierla ci obbliga a domandarci cosa vogliamo, che valore stiamo dando ai nostri gesti, alle nostre parole, cosa ci aspettiamo da quel momento in poi e, in seguito, quando arriveranno i momenti di scoraggiamento, di debolezza, di solitudine in cui si pensa di lasciar perdere tutto quello fatto finora, beh, ricordare la propria iniziazione donerà una forza nuova, un rinnovamento di energie che credevamo esaurite.

sacerdotessaAdesso sto continuando il cammino spirituale, una seconda Spirale ha avuto inizio che mi porterà alla mia auto-dedicazione come Sacerdotessa di Dea, non ho idea di come sarà strutturata a livello pratico, ne’ posso già immaginare come mi sentirò, ma sapere che quel momento mi sta attendendo, mi obbliga a chiedermene il significato, se è la strada che fa per me e perché me ne senta attratta, cosa significhi per me essere sua Sacerdotessa, che impegni mi porterà e se sarò in grado di farne fronte. Trovo costruttivi questi dubbi, perché mi portano a scavare in me, a scovare le parti in luce e in ombra del mio spirito e accettare o migliorarli a seconda della loro entità.

Inno alla Madre dell’Aria

Che la Madre dell’Aria e i suoi venti gelidi
spazzino via il superfluo, l’inutile e il dannoso dalla mia vita
mettendo a nudo ciò che è davvero importante.
Che la Madre dell’Aria e i suoi venti gelidi
mi ricoprino di soffice e spessa neve per mantenermi nel silenzio e nel
riposo in attesa della primavera.

In questa notte, la più buia e fredda della Ruota
chiedo di imparare i doni dell’oscurità, del silenzio, dell’attesa
chiedo di imparare a concentrarmi su di me, sul mio nucleo più profondo
chiedo di imparare a prendermi cura della mia tana, quel luogo in me
dove vivo la pace

Madre che abiti le cime più alte e fredde
Signora dalla dimora di ghiaccio, castello di solitudine e introspezione
Regina dalla mente acuta, dallo sguardo penetrante e dal tocco forte
Insegnami il mistero dei tuoi doni e donami le tue ali

Persefone e Ecate, sorelle nel mondo degli spiriti

Sento ancora l’energia di Samhain 34dbf52bb5778e2b78d86a576f5ef50baddosso e vorrei iniziare questo nuovo giro di Ruota analizzando la figura di Persefone, la Regina degli Inferi. Devo dire che è difficile parlare di questo suo aspetto perchè il materiale che si trova mette l’accento maggiormente sul suo aspetto di Fanciulla, Kore, piuttosto che sulla parte oscura, eppure in moltissimi miti  è lei ad accogliere gli eroi che scendono nell’Ade, benchè il mito del suo rapimento si concluda dicendo che lei avrebbe trascorso lì solo un terzo dell’anno.  Lei è la regina degli Inferi, la guardina degli spiriti dei morti, colei che ha la fedeltà di Cerbero…e proprio dal cane guardino dell’Ade parte la similitudine con Ecate a cui sono sacri i cani e chedi una cagna aveva la testa come mutaforma. Nel titolo le ho definite sorelle proprio perchè, secondo alcune tradizioni, sono entrambe figlie di Demetra, anche se io amplierei questa definizione in quanto le considero sorelle in quanto Figlie della Dea Madre

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(Demetra=Mater Dea), ossia archetipi diversi, e nemmeno poi troppo, originatesi dalla stessa matrice di Sacro Femminile. Tra l’altro, Ecate compare anche nel mito classico del rapimento di Persefone, o meglio dire di Kore: lei accompagnerà Demetra nel suo vagare in cerca della figlia e le suggerirà di chiedere consiglio al Sole che tutto vede.

In alcune versioni del mito è proprio Ecate a riportare dagli Inferi Persefone e viene anche specificato come queste due Dee stessero spesso in compagnia l’una dell’altra.

Un altro legame tra queste due figure viene dato 5f90761ad031a18cf7d8d5267f731e77--goddess-art-greek-mythologydal simbolo della torcia con cui entrambe vengono raffigurate, Persefone guida i visitatori nel mondo degli Inferi e come Hekate è una divinità psicopompa, entrambe si muovono tra il mondo dei vivi e quello dei morti, hanno entrambe più aspetti di sè: Persefone/Kore e Ecate ha tre volti, talvolta animali di cane, cavallo e serpente, talvolta tutti e tre di donna. Un aspetto poco conosciuto di Ecate è quello di vivificante, ella è anche la rappresentazione del potere generativo per eccellenza rappresentato nella sua natura bi-sessuata: ha attributi sia maschili che femminili non scissi tra loro, ma fusi in un perfetto equilibrio.

In quest’inno tratto dalla Teogonia di Esiodo, emergono aspetti complessi di Ecate che non la relegano all’unico archetipo della Vecchia Strega, ma la definisce dall’animo gioiso e nutrice di giovani e fanciulle, ossia loro insegnate e iniziatrice dei misteri, così come lo è Persefone dei famosi Misteri Euleusini:

“Celebro Ecate trivia, amabile protettrice delle strade,
terrestre e marina e celeste, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante con le anime dei morti,
figlia di Crio, amante della solitudine superba dei cervi,
notturna protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, imbattibile senza cintura,
domatrice di tori, signora che custodisce le chiavi del cosmo,
frequentatrice dei monti, guida, ninfa, nutrice dei giovani,
della fanciulla che supplica di assistere ai sacri riti,
benevola verso i suoi devoti sempre con animo gioioso.”

Sempre secondo  Esiodo, Ecate è definita regina delle stelle e figlia di Asteria la vergine regina del cielo e cugina di Artemide; lei collega il mondo celeste con quello del sottosuolo, così come Persefone con la sua doppia natura.

Parlando dell’origine dei loro nomi, hanno entrambe origini preelleniche e non di sicura “traduzione”, Persefone vorrebbe dire colei che porta abbondanza, e Ecate colei che agisce come vuole; quest’ultima ha anche molti epiteti a dimostrazione della complessità del suo simbolismo e delle sue molte valenze:

5656ae5a7e954f5df276dee460cdd9d6Chtonia (Del mondo sotterraneo)
Antaia (Colei che  incontra)
Apotropaia (Protettrice)
Enodia (La dea che appare sulla via)
Kourotrophos (Nutrice di fanciulli)
Propulaia/Propylaia (Colei che sta davanti alla porta)
Propolos (Colei che serve)
Phosphoros (Portatrice di luce)
Soteira (Sapiente)
Triodia/Trioditis (Che frequenta i crocicchi)
Klêidouchos (Che porta le chiavi)
Trimorphe (Triplice)

 

 

 

Pratiche di gratitudine

Rito proposto da Kethy Jones nel suo libro “Sacerdotessa di Avalon, Sacerdotessa della Dea” per celebrare Lughnasadh.

succo-di-mela-1Preparate una larga ciotola con un delizioso succo di mela o una mistura di succhi freschi. Procuratevi delle coppe più piccole pronte per essere immerse nella coppa grande e dei tovaglioli per ripulire i bordi delle ciotole. Sedete in cerchio con la vostra famiglia, i vostri amici e tutti gli ospiti.
Come Sacerdotesse, cominciate immergendo una delle ciotole più piccole in quella grande e riempiendola di succo, tenendo la coppa nelle mani invocate la presenza di Dea, chiedendole di venire ed essere con voi nel rituale.
Offrite una preghiera di gratitudine per i frutteti dei succhi che state per bere. Prendete la ciotola e versate un po’ del succo in un calice sull’altare offrendolo a Dea.
Portate la coppa all’aperto e versate il succo rimanente sulla terra come libagione a Dea. Potete chiedere ad un’altra Sacerdotessa o alla persona più giovane di fare queste due cose per il gruppo.
Quando ritornate immergete di nuovo la ciotola piccola, tenetela tra le mani ed esprimete a voce alta la vostra personale preghiera di gratitudine a Dea e per le persone presenti nella stanza e nella vostra vita. Ringraziate per le sfide e per qualsiasi cosa sia importante per voi. Infine bevete tutto il succo dalla coppa piccola.
melaChiedete alla donna più vecchia nel cerchio di venire avanti, immergete la coppa piccola in quella più grande e riempitela per metà con il succo. Chiedete alla donna di offrire la sua preghiera di gratitudine per tutti a voce alta. Quando avrà finito prendete la coppa di succo, pulitela e asciugatela.
Invitate le persone a farsi avanti, a prendere una coppa di succo, offrire le loro preghiere e bere.
In seguito chiedete se qualcun altro desideri pregare ancora. Continuate a bere finché tutto il succo non sarà terminato.
Fate una preghiera finale a Dea e ringraziatela per la sua presenza.

Litha – erbe e giardino incantato

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Per me Litha è collegato indissolubilmente al Popolo Fatato, mi rivedrei come un mantra “Sogno di una Notte di Mezza Estate” giusto per farvi capire come mi sento, e proprio in questi giorni mi sto godendo a pieno il mini giardino che ho e i suoi vari fiori colmi di colori e vita, col ronzio delle api e la calma dei ragni. Comunque, tutto questo preambolo era solo per introdurre una mia variante di un rito carino proposto proprio per Litha da Dorothy Morrison.

Preparate delle candele di cera ed erbe all’interno del Cerchio usando un foglio di cera (quello che si usa per far i telarini dei melari) cosparso di erbe secche, quelle che più vi sentite adatte a voi, oppure che vi servono per qualche intento in particolare; mettetevi uno stoppino sul borso ed arrotolatelo verso l’interno pronunciando qualcosa di simile:

Erbe e cera, unite sarannoc4461e2411c1cda068a6ce4598c53cdd

La mia magia vivere faranno.

Queste candele vi voglio offrire

Che il vostro immenso lavoro vadano ad alleggerire

A voi che ogni anno le stagioni riportate

Questo dono fatto con amore e allegria vi prego accettate.

 

6d07a8e9aa8726787def315e1a2e69a8Queste candele, offerte così agli spiriti dei boschi, andranno accese ad ogni cambio stagionale lasciando loro anche un’offerta in miele e latte.

A fate, elfi e folletti

A tutto il Popolo Fatato

Rivolgo un grazie illimitato.

Che benedetti siate.

 

Faeryandbee

 

 

Onorare Thetis – la Morgen dell’Amore

Io sono Thetis, Morgen dell’Amore e della Sensualità

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Io sono il cuore del romanticismo, sono bellezza e sensualità

Io sono la Figlia del Fuoco e dell’Acqua, Maga del Karma Sutra

Io sono le onde della passione che s’infrangono sulla riva

Io sono desiderio, la lussuria bruciante, la richiesta mai appagata

Io sono l’Albero di Maggio, il profumo dei fiori

Io sono i boccioli che adornano il pergolato

Io sono il nettare, il polline che attrae l’ape, io sono il miele sulla tavola pronto per il tè

Io spargo il mio scintillio sulla terra per instillare un guizzo nelle Terre dell’Estate

Donna Scarlatta, Signora in Rosso, io sono il semplice giacilio e il letto nuziale

Padrona, Innamorata, Prostituta Sacra, io sono l’avventura di una notte e la moglie che tutti vorrebbero

Io sono la ciliegia pronta per esser raccolta… io sono l’amate, il tuo Sogno di una Notte di Mezza Estate

La musica sia cibo per l’amore, allora lasciate che suoni la mia cetra, lasciate che sia il vostro “vieni qui!”

Seduttrice e invitante, non conosco mopralità, perchè sono Thetis, Morgen dell’Amore e della Sensualità!

 

poesia di Carol Morgan

Risveglio di Madre Orsa

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Madre Orsa, ascolta il battito del mio cuore

Madre Orsa, fa’ che io ascolti il battito del tuo cuore.

 

All’unisono lenti e calmi battono nei nostri petti

Ci parlano del riposo dell’inverno

Ci parlano della calma delle lunghe notti

Ci parlano della profonda oscurità della grotta.

 

Qualcosa nell’aria sta cambiando

La luce filtra più chiara e calda fino a noi

I nostri sensi si risvegliano

Il mondo torna a popolarsi di energie frenetiche.

 

Ascoltiamo i nostri cuori: il loro suono è più forte e vibrante

Come lava incandescente il sangue scorre veloce nelle nostre vene

Sentiamo le nostre energie condensarsi e pulsare

La loro forza compressa aumenta cercando di manifestarsi.

 

Ecco la Madre Orsa che si sveglia dal letargo

Ecco che io mi sveglio dal letargo

In noi l’energia pulsa

Ribolle, divampa.

 

Rendiamo omaggio alla forza che è in noi

Alla vita che è in noi

Accompagnamo l’orsa fuori dalla grotta

Emergiamo alla luce del sole.

 

Che un urlo si liberi da ciascuna di noi!

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Pagan Challenge 18: What does deity/god/divine mean to you?

Ecco una domanda che trovo molto stimolante e mi piace che sia stata messa giusto prima di quella inerente il lavoro di gruppo, mi ricorda quando, dopo anni in cui si celebrava insieme come gruppo in cui eravamo arrivati anche a definirci congrega, bhe, solo dopo molto abbiamo affrontato quest’argomento per scoprire che vi erano visioni molto diverse tra loro su cosa fosse il divino… diciamo che per me è stato il rivelarsi di quella nota stonata che avvertivo e non riuscivo a identificare… comunque non voglio divagare, meglio dar inizio a questo post.

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Per me il divino è contemporaneamente immanente e trascendente, è qualcosa di talmente immenso che è difficile riuscire a descriverlo a parole e con sentimenti umani, ma al contempo si manifesta in ogni cosa esistente, vi è del divino in tutto, dalle piante agli animali, alle rocce, in noi stessi. Non vi è divisione tra “sacro” e “profano”, perchè tutto è manifestazione di quest’energia che tutto contiene. Per me quest’energia ha il nome di Dea, la sua rappresentazione femminile di madre non è prettamente fisica intesa come divinità della terra e della fertilità, ma molto più simbolicamente nel suo ventre vi è la capacità di trasformazione per antonomasia, rappresenta la magia di mutazione, rinnovamento perenne che è indispensabile alla vita, ma anche all’evoluzione; le sue caratteristiche femminili son proprio manifestazione di questa spirale in movimento tra energie diverse e talvolta opposte tra loro, ma sempre in equilibrio, non vi è bianco o nero, vita o morte, luce o buio, non ha senso porre queste dicotomie con Dea perchè il lei vi è tutto e il suo opposto, basti pensare il natura: in molte spece animali la madre non solo partorisce e accudisce i figli, ma talvolta ne decreta la morte (ad esempio le coniglie talvolta possono uccidere la prole se manca cibo), ma ancor più hanno in sè la dolcezza per i propri cuccioli e la ferocia di allontanare predatori anche più grossi di sè stesse. Dea insegna il ciclo di nascita e morte senza la paura di ciò che non si conosce, ma come si affronta ciò che è giusto e che dev’esserci per l’equilibrio, la morte non è qualcosa che deve esser sconfitto (come recitano alcune religioni), non è qualcosa da demonizzare, ma da comprendere come necessaria e giusta perchè permette il ricambio di corredo genetico, di idee, di energie. Dalla morte vi è nuova vita, e la vita non può essere qualcosa di statico e immutabile, ma è dinamica e imprevedibile seppur ciclica, ogni ciclo si ripete simile ma mai uguale. Nel ciclo mestruale della donna, nell’alternanza delle stagioni e delle fasi lunari tutto parla di Dea e del suo mutarsi pur rimanendo uguale a sè stessa ed è per qusto che venero il divino in questo aspetto e no, non credo assolutamente che sia squilibrato a sfavore del maschile, perchè lo comprende, così come nel ventre della madre vi è il figlio e nel figlio vi è la manifestazione della madre e non è un caso se nelle mitologie più antiche la coppia divina era appunto costituita dalla Dea Madre e da suo Figlio che, in seguito, ne divenne il compagno (fin poi a detronizzarla del tutto sostituendo anche la sua figura con un padre benchè ovviamente questi fosse incapace di dar alla luce la vita, ma non voglio parlarne qui). kore___persephone_by_sorelliena-d79yk1rDevo specificare che non tutte le coppie divine erano madre e figliO, per esempio in Demetra e Kore/Persefone si tratta di una figlia che, secondo ricostruzioni del mito stesso, è antecedente all’introduzione di Ade come dio degli inferi, da notare come le due manifestazioni di Kore/Persefone sono assimilabili con la rappresentazione di Hel, Dea degli inferi norrena: Dea è, ancora una volta, vita e morte, luce e buio, giovinezza e vecchiaia in un’unica entità, senza divisione o contrasto.

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Parlando poi delle diverse divinità, per me si tratta di archetipi, di manifestazioni di quest’energia sotto molteplici aspetti, come se Dea fosse un’enorme diamante dalle molteplici sfaccettature e per arrivare a vederla nel suo insieme è necessario comprendere ogni singola faccia con le sue peculiarità, ma senza dimenticarsi mai che si fondono tutte in un’unica realtà che le contiene tutte.

Pagan Challenge 15 e 16: Do you perform spells on a regular basis? What spiritual practice do you do most often?

Questa volta ho deciso di accorpare due domande insieme inquanto devo ammettere che non faccio incanti regolarmente, ne’ riesco ad esser costante con le pratiche spirituali e ho ancora troppo da lavorare sulla mia costanza per riuscir a portar avanti un calendario “rigido”, anche se spesso ci ho provato, magari con divinando ad ogni plenilunio/novilunio, o caricando pietre, sfortunatamente son tutti progetti che si arenano nel giro di breve tempo… da questo Imbolc avevo intenzione di riprendere con purificazioni e fumigazioni in casa, ma purtroppo ho affumicato casa coi carboncini e non credo che ripeterò l’esperimento tranne che in giornate calde dove potrò tenere aperte le fnestre!

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Una pratica in cui cerco di esser più costante possibile è l’assolvimento dei miei compiti come guardiana della Fiamma della Grande Madre delle Dolomiti (ogni volta che lo scrivo mi rendo conto che dovremmo coniare una sigla!), da tramonto a tramonto, nelle date in cui è prevista la mia partecipazione, faccio brillare la Fiamma sul mio altare con la preghiera che la sua luce possa brillare in eterno.

In realtà mi piacerebbe molto non scindere la mia vita tra cose da Babbani e magicume, ma impregnare di coscienza magica ogni azione e pensiero, cercando di non uscire dalla sensazione di centratura che vivo all’interno dei Cerchi o durante una meditazione, e questo sarebbe anche lo scopo dell’invocazione del Sè Sacerdotale nella tradizione di Avalon: richiamare e risvegliare in noi l’archetipo del Sacerdote/Sacerdotessa, riconoscerlo e viverlo nel presente, famigliarizzarci per poi averlo sempre presente e “vivo” nella nostra quotidianità così da compiere ogni azione con la maggior consapevolezza possibile… detto così par tutto bello e figo, ma la difficoltà che ho nel metterlo in pratica è davvero molta, mi fa capire anche quanto sia lontana dal mio nucleo nella vita di tutti i giorni.

Vergine guerriera e solitaria

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Celebro la mia bambina interiore, la Fanciulla che sempre risiede nel mio spirito anche quando pare dimenticata.

Ella è la Vergine che cammina nel mondo con entusiasmo e gioia, non dipende da nessuno, nessuno dipende da lei. E’ libera di esplorare e di scoprire la vita in ogni suo aspetto.

Ela è la Guerriera che sicura di sè non teme il mondo, non attacca, ma conosce la sua forza, non attacca, ma sa difendersi. Le sue sono armi pre proterrergi, elmo, scudo e lancia.

Ella è la Solitaria, senza legami e senza pesi porta con sè solo il necessario liberandosi di volta in volta dell’inutile e del superfluo. Il suo passo è spedito e attento per cogliere ogni nuovo bivio sulla strada.

Io voglio onorare la Fanciulla che è in me, vergine guerriera e solitaria, che possano sempre guidarmi in suo entusiasmo e il suo cuore leggero, la sua determinazione e la sua onestà verso sè stessa.