Pagan Challenge 11: What does the sun mean to you?

Doveroso iniziare il post  scrivendo che non considero il sole quale principio maschile attivo in contrapposizione alla luna quale principio femminile passivo; luna e sole non son collegati irrimediabilmente a uno o all’altro sesso, ma per svilupparne il simbolismo sfrutto le mie percezioni e le mie esperienze in quanto donna. E poi, considerare l’energia femminile solo come passiva/recettiva lo considero assolutamente sminuente e, se fino a qualche mese fa questa era solo teoria per me, con l’esperienza del parto ho potuto saggiarne la sua concretezza perchè posso assicurarvi che non vi è nulla di passivo nel mette al mondo una vita, ne’ si può dire che in quel momento stessi sperimentando la mia parte “maschile/attiva” e  mi pare assolutamente superfluo spiegare perchè inserire questa esperienza prettamente femminile nella simbologia maschile stona!

Quindi dicevamo, il sole è un’altra manifestazione del femminile, proprio di quella energia dispensatrice di vita, di calore, di nutrimento, che permette il ciclo stagionale di nascita/crescita/morte/rinascita coi suoi solstizi ed equinozi; è Dea che si rinnova di anno in anno pur restando sè stessa. E a proposito ci son moltissime Dee Solari, riporto qui il link all’articolo di un blog che ho trovato molto interessante Anche il femminile è solare che fa una bella panoramica in molteplici culture, in aggiunta posso affermare che anche nel folckore delle Dolomiti vi siano molte Dee Solari, anche se col tempo le loro figure son state quasi “smorzate”, ma l’archetipo originale è ancora ben visibile, basti pensare a Merissana, il cui nome significa Meridiana, ossia del meriggio (mezzogiorno), signora delle Anguane che emerge col suo seguito dal Ru de ras Vèrgines, il Torrente delle Vergini, proprio nelle ore più calde del giorno; e qui si vede anche che le Anguane non sono solo spiriti acquatici, ma che son legate anche ad un culto solare, forse sacerdotesse dove Merissana rappresenti una Dea. 4b6c6f3eed66f038ecb988452a513fb0 Altre figure sono la coppia madre e figlia Elba e Soreghina, la prima era solita solcare un laghetto ai piedi del Vernel nelle ore più calde del giorno (ancora associazione sole/acqua) dalla primavera all’inizio dell’autunno, morirà, o meglio svanirà, dopo la segregazione in una torre ad opera di un re che la voleva sua sposa, ma non prima di dar alla luce Soreghina, bimba malata e debole che trascorreva la notte ed i giorni di pioggia in uno stato di sonno profondo; la storia ci racconta che conoscerà uno straniero ferito di nome Ey de Net, Occhio di Notte (la luna?!), se ne prenderà cura e se ne innamorerà fino a sposarlo contro il volere del padre; purtroppo anche questa leggenda finirà male in quanto la fanciulla si tratterrà sveglia dopo la mezzanotte violando un tabù impostole dalla sua natura solare morendone.

 

Quarzo rosa

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Direi che il quarzo rosa è la pietra per eccellenza dell’amore, quale sentimento puro e dolce, come l’amore materno e l’amor proprio. E’ una pietra che coccola e rassicura, dona serenità a chi lo indossa. Adatto molto a persone eccessivamente timide e incapaci di esprimere le proprie emozioni, stimola le relazioni sociali empatiche promuovendo compassione, solidarietà e comprensione.

pantone-il-2016-sara-lanno-del-rosa-quarzo-l-rjiohkAgisce molto bene su cuore e polmoni, assorbendo le energie negative, migliora il sistema circolatorio e rinvigorisce il sangue, elimina la confusione mentale, attenua gli squilibri emozionali e previene le malattie psicosomatiche rinvigorendo l’amor proprio e attenuando i sentimenti quali rabbia e odio e facendo sentire il soggetto al sicuro, come tra le braccia di sua madre.

Personalmente la sto riscoprendo, con la gravidanza prima e con la crescita di Melissa adesso; in particolare ho un ciondolo di questa pietra a forma di cuore che mi è stato regalato da mio padre e che a mia volta donerò a mia figlia quando sarà un po’ più grande.

Pagan Challenge 10: What do the moon phases mean to you?

Le fasi della luna per me rappresentano, in modo abbastanza intuitivo ed immediato, le “fasi” o meglio quattro grandi archetipi femminili: la Fanciulla, la Madre, la Signora e l’Anziana; le collego anche al ciclio mestruale dove il plenilunio rappresenta l’ovulazione e, di conseguenza, la fertilità piena ed il novilunio il sangue mestruale, la “piccola morte” che scandisce il periodo fertile delle donne.

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Non penso sia possibile rispondere in modo veloce ad un argomento così vario, perchè se ci si addentra nel mondo dei simboli ci si sprofonda sempre di più, ma vorrei provare a dar una spiegazione sommaria di ogni collegamento che faccio istintivamente con le varie fasi.

La luna crescente mi parla di qualcosa in maturazione, di energie che si ampliano, ma che son lontane ancora dal loro risultato, di potenzialità, di divenire. Le energie si irradiano per tornare amplificate, è un concetto difficile per me da spiegare, ma una Dea che mi pare ben possa rappresentare questa fase è Artemide nel suo aspetto di vergine dei boschi, la cacciatrice, la fanciulla che usa le sue energie  per sè stessa, per conoscere i propri limiti, per mettersi alla prova, per sfruttare il suo potenziale e veder dove questo la condurrà. Se dovessi rappresentare con un colore userei il bianco, ha in sè la possibilità di divenire qualsiasi altro colore.

La luna piena è la Madre, la sua forma ricorda il ventre di una donna gravida ed ha in sè la massima energia di creazione, di illuminare e per portare nel mondo reale i pensieri e di desideri, è abbondanza di ogni cosa, è fertilità, non solo materiale nel senso di nuova vita, ma anche di idee, progetti, ispirazione. Tutto con lei viene alla luce e si manifesta nella sua forma più vera ed autentica, le energie si manifestano e, in qualche modo, si donano all’universo, così come la luna non trattiene la luce solare, ma la irradia a sua volta per illuminare un paesaggio altrimenti buio. Come divinità la collego a Demetra il cui nome stesso significa Dea Madre, ed il colore sarebbe il rosso legato al sangue che da la vita nel parto.

sxerfgvbNella sua fase calante, le energie tornano a concentrarsi sulla propria interiorità, inizia il lento declino che riporta l’attenzione verso sè stessi. Questa fase l’ho vista chiamata con molti nomi (Regina, Amante, Incantarice), per me è semplicemente la Signora, colei che è padrona di sè stessa, che è cresciuta, che conosce il suo potere e lo sa gestire e usare al meglio per i propri interessi, pur non alterando l’equilibrio. Conosce ogni conseguenza delle sue azioni ed è proprio grazie alle sue esperienze passate che ha potuto maturare questa coscienza di sè stessa e del mondo che la circonda; il colore sarà il giallo oro della sua corona o, nel caso di Atena, divinità per me collegata, del suo elmo.

Per concludere, il novilunio, racchiude le energie dell’Anziana, di colei che ha terminato il proprio ciclo di vita, che è in una fase di stasi in attesa della rinascita e di compiere un nuovo giro, sempre uguale e sempre diverso, nella spirale dell’evoluzione. Il colore è ovviamente il nero della notte senza luna, delle ombre che celano, del vuoto che tutto contiene, ma che non ha forma per manifestarsi, e la Dea a cui associo tutto ciò è Ecate (tra l’altro, proprio nello scorso novilunio mi è tornato il ciclo dopo il parto di Melissa, ed una voce dentro di me ha sussurrato che si trattasse del sangue di Ecate, frase per altro ancora parecchio enigmatica per me e su cui sto cercando di riflettere per darle un senso, e devo ammettere che qesto post mi ha permesso di delucidarmi parecchio le idee).

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Mazoe, la Morgen Crona

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Io sono la Morgen Mazoe

Io sono la Dea Nera, la Signora Oscura, la Crona

Io sono la Signora delle Nebbie

Io sono la Guardiana delle Porte dell’Altromondo.

Il mio falco veglia dall’lato

La mia scrofa, il mio rospo e la mia rana viaggiano al mio fianco.

Voi mi conoscerete e sentirete il mio abbraccio

Vi insegnerò la paura e l’oblio, la tristezza e la compassione

Perchè io sono Colei che Trasforma.

Io tengo la falce che taglia il filo della vita

Io sono l’oscuro baratro in cui cadrete

Io sono l’oscura megera che dimora nelle vostre ombre

Io sono la banshee urlante nel vostro peggior incubo

Io sono Mazoe

(poesia di Erin McCauliff)

Pagan Challenge 09: Do you keep a journal / diary of your experiences?

All’inizio ricordo che avevo iniziato a tenere un diario, o Libro Specchio come lo chiamano nella Wicca, dove annotavo sogni, responsi delle carte, impressioni dei vari riti che celebravo e trascrizioni dei mesaggi degli Spiriti Guida, ma l’ho fatto arenare dopo qualche anno e non son più riuscita a riprenderlo in mano, eppure so che ne avrei bisogno perchè scrivere e annotare, costringono a far chiarezza nei propri pensieri, a prender coscienza di determinati messaggi e sensazioni che si son provati e che possono tornar utili un domani nel rileggerli. Ora come ora, mi ritrovo invece con una serie di appunti sparsi in vari quaderni, talvolta divisi per argomenti, altre alla rinfusa. Ho poca costanza e non riesco a procedere con un lavoro a lungo, è un aspetto di me su cui non smetterò mai di lavorare temo…  Oltre a questi appunti cerco di sfruttare questo blog e l’altro un po’ più personale Carnimirie per “costringermi” a lasciarmi delle tracce da rileggere in futuro.

Pagan Challenge 08: Do you have/how did you find a Matron/Patron?

Dai post precedenti oramai si sarà capito che la mia divinità patrona è Atena.

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La storia come l’abbia trovata, o meglio, come si sia mostrata credo che la ricorderò molto a lungo: stavo uscendo da un periodo molto pesante per me, si può dire che avessi non solo toccato il fondo, ma iniziato anche a scavare, vivevo da sola in quel periodo e una mia amica mi ha convinto ad andar da lei per due giorni per staccarmi un po’ dalla quotidianità e prendere una pausa dai problemi. L’indomani mattina, stavo seduta in terrazzo respirando l’aria di montagna e la calma che circonda la sua casa nella val Zoldana quando ho visualizzato una donna seduta in maestà dove sarei dovuta essere io (difficile da spiegare, lo so), irradiava sicurezza e forza, alla sua destra, impiantata nel terreno una lancia, ed il suo corpo era avvolto da una lunga tunica chiara ed i capelli castano scuri quasi neri scendevano mossi sulle sue spalle. La visione è durata davvero pochissimo anche perchè la mia parte razionale si è intromessa chiedendo spiegazioni.

Sucessivamente cercavo di darle un’identità basandomi sui phanteon che conoscevo meglio e che sentivo più vicini a me, vale a dire quello celta e quello norreno, ma una vocina interiore mi diceva che non era quella la strada, poi il suo nome è arrivato come un fulmine a ciel sereno ed era ben strano in quanto avevo sempre disdegnato la cultura mediterranea e i suoi miti che mi sembravano troppo “scolastici”. Dal riconoscimento è iniziata la vera ricerca che mi sta portando a scavar sempre più a fondo nelle sue radici che vanno ben più in profondità dei miti greci e della “figlia di Zeus”, ma si legano alle più antiche Dee-Uccello e Dee-Serpente dei popoli del Paleolitico e Neolitico; ho capito che Aracne e Medusa in realtà son altre sue manifestazioni e son collegate ad altri suoi animali sacri, oltre alla capra e alla civetta. Ha in sè tutti gli aspetti di Dea, non solo quello di vergine-guerriera, ma  attraverso la capra Amaltea è anche colei che nutre, la madre, come testimonia anche l’origine Lidia del suo nome (ati=madre) e tesse il destino degli uomini, conosce i misteri della trasformazione e della morte, come testimoniano appunto i serpenti (non presenti solo come capelli della Gorgone, ma anche come ornamento nell’abito di Atena stessa) e la civetta che è simbolo di conoscenza oltre il buio del mistero, dell’ignoranza, è guida verso il Mistero della morte come rinascita. Più anticamente le tombe venivano adornata con illustrazioni e sculture di rapaci notturni dai molti seni per nutrire i defunti, morte e vita inscindibili tra loro.